Rinasce a Milano il Teatro dell’Arte, con l’impegno di Triennale e la Fondazione CRT Centro Ricerche Teatrali. E per l’anteprima si potranno abitare spazi solitamente off-limits…

Il Teatro dell’Arte è stato parte della Triennale di Milano fin dalle sue origini, secondo la volontà dell’architetto Giovanni Muzio e del direttore Giò Ponti. Successivamente è stato affidato al CRT, primo teatro stabile d’innovazione in Italia, che lì ha portato, tra gli altri, il Living Theatre, il Bread and Puppet, Tadeusz Kantor e Ariane […]

Ryoji Ikeda

Il Teatro dell’Arte è stato parte della Triennale di Milano fin dalle sue origini, secondo la volontà dell’architetto Giovanni Muzio e del direttore Giò Ponti. Successivamente è stato affidato al CRT, primo teatro stabile d’innovazione in Italia, che lì ha portato, tra gli altri, il Living Theatre, il Bread and Puppet, Tadeusz Kantor e Ariane Mnouchine. Oggi la neonata Fondazione CRT Centro Ricerche Teatrali, in partnership con la Triennale di Milano, riapre il Teatro dell’Arte: le attività inizieranno in ottobre, ma si è voluto annunciare da subito il nuovo percorso attraverso un’anteprima. Sei serate (tra il 4 e l’11 luglio) nelle quali il “contenitore” diventerà il “contenuto”: lo spazio del teatro, la sua architettura, il palcoscenico e gli angoli meno conosciuti saranno lo “spettacolo” che il pubblico abiterà, in un ribaltamento di prospettiva che Fabrizio Cruciani ha sintetizzato definendo lo spazio del teatro “struttura storica dell’esperienza”. Il pubblico sarà aiutato, in questa esplorazione, dallo sguardo di alcuni artisti. La funzione “epifanizzante” delle cose, che l’arte è qui chiamata a svolgere, ha molti padri e molte madri: fra i tanti, basti ricordare Yoko Ono, ad esempio, e il suo Painting to let the evening light go through, un vetro trasparente attraverso il quale guardare il mondo “con altri occhi”.
A proposito della Ono: il primo degli artisti in programma, nelle serate milanesi, sarà il suo connazionale Ryoji Ikeda che, con un linguaggio musicale e visuale totalmente generato da computer, trasformerà completamente la platea del teatro. A lui il compito di “accogliere” il pubblico, prima che questo salga sul palcoscenico e lì affidato all’immaginazione di Paolo Rosa/Studio Azzurro: scelta non casuale, se si ricorda che proprio al Teatro dell’Arte fu presentato nel 1987 La Camera Astratta, spettacolo cult nella contaminazione tra teatro e video. Il ponte verso il futuro sarà testimoniato dal gruppo Opera, diretto da Vincenzo Schino, che porterà il pubblico nello spazio destinato alle prove degli spettacoli. Nella seconda serie di serate di questa anteprima, il posto di Ikeda sarà preso da un artista indonesiano, il musicista e compositore Supanggah, che con la sua Orchestra Gamelan mescolerà strumenti tradizionali a sonorità contemporanee e danze della Corte di Srivijaia, in un evento intitolato Sakti, parola di origine sanscrita che indica la primordiale energia creatrice alla base di ogni fertile cambiamento. Un augurio simbolico, cui certo ci associamo, per il nuovo cammino del Teatro dell’Arte…

– Michele Pascarella

www.teatrocrt.it

  • CiaoCiaoADopo

    Milano si sta impostando bene in direzione Expo, occorre ammetterlo. FORZA!