Prima edizione per Apulia Land Art Festival, opere d’arte mimetizzate nel paesaggio. Legno, sassi, foglie: land art in terra di Puglia. Gli artisti reinventano la Pineta Ulmo

Arte contemporanea e paesaggio, progettando e producendo nei luoghi di natura. Un format sempre più diffuso, che nella mitezza del clima estivo moltiplica occasioni ed esperimenti. Tra questi anche la prima edizione di Apulia Land Art Festival, una tre giorni concepita come happening durante cui artisti di tutta Italia realizzano interventi d’arte ambientale all’interno della […]

Pineta Ulmo, Ceglie Messapica

Arte contemporanea e paesaggio, progettando e producendo nei luoghi di natura. Un format sempre più diffuso, che nella mitezza del clima estivo moltiplica occasioni ed esperimenti. Tra questi anche la prima edizione di Apulia Land Art Festival, una tre giorni concepita come happening durante cui artisti di tutta Italia realizzano interventi d’arte ambientale all’interno della Pineta Ulmo, a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Un piccolo paradiso naturalistico, nell’incantevole Salento, da anni abbandonato a se stesso: uno dei tanti esempi di degrado che colpiscono al cuore le bellezze paesaggistiche del centro-sud, laddove il vuoto politico e amministrativo esaspera la già dolorosa frattura tra mondo urbano e mondo agricolo e forestale.
La pratica artistica, in questo come in molti altri casi ultimamente, diventa possibilità di recupero e di sensibilizzazione, per riaccendere i riflettori su territorialità di confine, scivolate nell’incuria, nella dimenticanza, nel disinteresse. Con conseguenze sulle microeconomie e sulla salvaguardia ambientale.

Apulia Land Art Festival

Già qualche anno fa l’associazione Zion sceglieva la Pineta come come location per un festival musicale, Zona U – EcoMusicFestival, avviando un processo di rivitalizzazione della zona.  Da quest’anno il Festival si apre ad altre diramazioni, scegliendo l’arte ambientale come strumento privilegiato di valorizzazione culturale delle bellezze naturali, delle radici culturali e dell’anima antica dei luoghi, spingendo verso il recupero e la riscoperta del paesaggio stesso. Tornare dunque alla storia e alla natura, attraverso l’attualità dei linguaggi creativi. Una sfida che funziona. E che qui, sulla pendici della Valle d’Itria, incoraggia forme d’arte che scelgono esclusivamente materiali naturali: rami, sassi, foglie, fango, sabbia, vento, corpi umani… Un’arte econosostenibile che oltre a risignificare i contesti naturali li celebri, integrandosi in maniera “mimentica”, armonica. Il processo sarà poi documentato da un film e da un catalogo, in versione cartacea e multimediale.

– Helga Marsala

 

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.