Navi da crociera fuori dal Bacino di San Marco, lo sentenziano i lettori di Artribune. Ma adesso “giocate” con il nuovo sondaggio: qual è l’artista italiano contemporaneo più sottovalutato?

Il D-Day dovrebbe essere il 25 luglio: per questa data il governo ha assicurato che presenterà un progetto strutturato per giungere ad una soluzione condivisa del problema delle navi da crociera che attraccano davanti a Venezia. Certo, l’esecutivo Letta ci ha abituati ai rinvii, per cui nulla è certo: si sa comunque che dal tavolo […]

Pietro Consagra

Il D-Day dovrebbe essere il 25 luglio: per questa data il governo ha assicurato che presenterà un progetto strutturato per giungere ad una soluzione condivisa del problema delle navi da crociera che attraccano davanti a Venezia. Certo, l’esecutivo Letta ci ha abituati ai rinvii, per cui nulla è certo: si sa comunque che dal tavolo aperto con gli enti locali è emersa la volontà di giungere ad un divieto di attracco nel Bacino di San Marco, ma con contromisure che salvaguardino gli aspetti turistici ed economici. Intanto, il sondaggio fra i lettori di Artribune ha espresso un risultato che non lascia spazio a interpretazioni: Bacino di San Marco vietato, attracchino a Malamocco, ha decretato il 73% dei partecipanti alla nostra consultazione. Pochi dunque i nostri lettori disposti a mediare sullo scottante problema: fra questi l’11% propende per l’istituzione di una commissione di studi internazionale, mentre il 10% consentirebbe ai giganti del mare di arrivare fino alla Giudecca. Minima – solo il 6% – la quota di quanti vogliono che tutto resti com’è ora, per non bloccare l’economia della città.
Nel frattempo, il periodo più rovente dell’Estate si avvicina, forse è il caso di evitare tematiche troppo cervellotiche: e allora ecco un nuovo sondaggio che assomiglia a un gioco, e che ci piace immaginare possa accendere simpatiche “disfide” fra amici art maniac. Qual è l’artista italiano contemporaneo più sottovalutato? L’eclettico Pinot Gallizio, grande anticipatore dei rapporti fra arte e industria, la cui notorietà però fatica a varcare i limiti piemontesi? Lo schivo Vincenzo Agnetti, di cui non finisce di stupire la lettura in prospettiva del concettualismo? Lo sfortunato Domenico Gnoli, morto nel 1970 a soli 37 anni, al quale la presenza nell’attuale mostra biennalesca di Gioni e qualche buon risultato di asta non danno certo il ruolo che merita? Oppure Gastone Novelli, Giuseppe Chiari, Pietro Consagra, Mario Schifano, Emilio Isgrò, Giosetta Fioroni, Tano Festa? Sotto con i voti, e magari integrate o contestate la lista nel commentario…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • giorgio

    Fabio Bianco

  • Giovanni Ruggiero

    GIACINTO CERONE

  • Angelov

    Nella seconda riga dell’articolo, c’è scritto “per giungere ad una soluzione condivisa”.
    E’ il tipico politichese, per dire che “campa cavallo …”, o meglio “campa cavillo…”.

    “Soluzione Condivisa”, è inoltre un’espressione così pregna di ambiguità, da far ricordare la sua famigerata antecedente, cioè “La Soluzione Finale”…
    E’ attraverso giochi di parole ed espressioni di questo genere, che si può arrivare a manipolare l’inconscio collettivo; se esiste…

  • Cristiana Curti

    Achille Perilli dal periodo informale degli anni ’40 fino a qualche fumetto d’inizio anni ’70. La stagione di Forma 1 in generale aspetta ancora di essere compresa davvero.

    • Fausto

      Curioso: di artisti incompresi che hanno fatto l’artista o che volevano fare l’artista se ne sono andati senza far rumore…sembravano fatti apposta per nascondersi fuori da questo stagno dell’arte di ranocchi addomesticati…

    • >>>coraggio Cristiana cerca cerca dentro il cilindro ke magari riesci a tirar fuori qualke coniglio un po’ meno ovvio di questo…

      • laura

        mi piaceeeee!

      • Cristiana Curti

        Vuoi che dica Savelli, allora? Se si chiede “il più sottovalutato in assoluto” si intendono parametri relativi a fama e quotazione che, a fronte di qualità indiscussa, non sono parimenti elevati come dovrebbero. Non dovrebbero intervenire elementi di gusto personale tout court, credo. Anche se sono una fan di Perilli. Fra l’altro l’Achille è vivo, mentre Savelli no. Mi rendo conto invece che né Perilli né Savelli possono dirsi davvero freschissimi, ma è anche vero che è difficile per la contemporaneità stretta stabilire chi dovrebbe essere il più sottovalutato oggi. Ci vuole tempo per queste considerazioni. Del resto, mi pare che anche gli altri nomi non siano così “merceologicamente” diversi dai miei.
        Se questo sondaggio fosse partito qualche annetto fa, avrei invece detto Baruchello, che oggi trova, invece, finalmente una migliore qualificazione e riscontro.

        • Cristiana Curti

          A riguardo della lista formulata dalla Redazione, direi che in assoluto è Gnoli il meno giustamente considerato del ‘900, anche se le quotazioni d’asta sono piuttosto lusinghiere. Ma in questo caso è la fama che difetta e non dovrebbe. Ci vorrebbe una grande mostra con un critico degno.

          • >>>mi riesce difficile collocare Gnoli tra i “sottovalutati” visto che ha dalla sua tutto l’arco incostituzionale della critica d’arte da Bonami fino allo Sgarbone.
            Avrebbe allora più senso, muovendosi sulle stesse coordinate stilistiche e di poetica, citare Foppiani o, per gli architetti-pittori, Scolari. Che sono comunque artisti riconosciuti.
            Tra quelli suggeriti dalla redazione Isgrò resta per me l’unico nome taggabile approssimativamente in quel modo, in una lista che, va detto, rimane bloccata al secondo Novecento e ad artisti stranoti. Bene ha fatto Giorgio a citare il bravo Fabio Bianco, e risponderei da Fabio a Fabio con il Viale.
            Io insisto – Giorgio Spiller. La redazione si è fermata al secondo Novecento perché delle generazioni successive ne sappiamo pochissimo, vuoto conseguente al fatto che le “istituzioni” dell’arte contemporanea evitano accuratamente di fare il loro lavoro da parecchi lustri. In Veneto una prima ricognizione sulla produzione del territorio è stata organizzata dopo la spinta di un bel calcione da Roma…

          • Cristiana Curti

            Non ritenendo né Bonami né Sgarbi critici d’arte moderna o contemporanea non vedo come Gnoli possa essere letto nella realtà oggi. Ho alcuni libri interessanti su di lui, ma risalgono ormai a 30-40 anni fa e ci vorrebbe davvero qualcuno che lo riscoprisse come merita e magari lo inserisse in una più ponderata corrente surrealista che vedo mantenuta in Occidente con tenacia malgrado le resistenze e le avanguardie più disparate del secondo Novecento. Concordo su Scolari, soprattutto nei disegni, mentre vorrei concordare anche su Viale (eccellente) ma mi sembra invece non consono al contesto. Ha buoni riconoscimenti e si deve attendere ancora per poter affermare che è davvero sottovalutato. Devo quindi insistere e difendere il bravo Savelli (ex post) e (l’amato) Perilli che molti invece dimenticano (ricordando solo le ultime prove scarsette) insieme dimenticando che fu il motore di Forma e che lavorò con un Twombly mai più eccellente come in quella stagione. Ci metto pure il Novelli informale, per me strabiliante, che ti vendono con il Dixan… ma, lo so, io sono molto retro nel gusto e anche nelle scelte. Anzi, già che ci sono, ci infilo anche Aricò, un poco isolato e non molto gettonato. In Germania farebbe furore e da lì verrebbe perorato in tutta Europa, da noi piace solo ai cultori ed è spinto da pochi.
            Mi interessa molto invece cosa pensi della Biennale di quest’anno….

          • >>> sì Cristiana il Novelli muy bien (c’è anche nella redazione-list)
            Da alcuni anni mi ritrovo a vedere la Biennale non prima degli ultimi giorni di apertura quando si respira quell’aria di sbaraccamento generale che è un valore aggiunto in più alle opere. Ma la cosa curiosa della Biennale per un veneziano >>> inverte il senso di marcia entra nella tua vita senza che tu l’abbia ancora visitata.
            Una mia amica ha partecipato al lavoro di quell’artista polacco che ha realizzato calchi di mani e volti di veneziani pompeiani, e una sera in treno incontro il Quintero brrrr in giacca di velluto nero
            Tu c’eri a al vip-issage ? E il P Enciclopedico di Gioni Gionny?

          • Cristiana Curti

            Non tanto vip-issage, quanto continua frequentazione per molti giorni in giugno (quasi tutto giugno). Il frutto di tutto ciò è su internet ma non qui. Potrei vantarmi (ma non lo faccio) di aver scritto l’ “unica vera guida alla Biennale al mondo”, una Treccani opera per opera, padiglione per padiglione. Mi ci è voluto tanto per partorire quelle cartelle e scegliere quelle foto fra centinaia. Per intanto devo dirti che a me Gioni piacque e tanto, e proprio perché si vede una mano ferma e indifferente al brusìo di fondo. Ma sono convinta che questa mostra antica piacerebbe anche a te. Ci sono nomi che non sono mai stati nella vip-list e altri che forse sarebbe stato meglio tralasciare, ma nel complesso ce ne ricorderemo per un po’ di tempo. Il bello è che, per la prima volta in tanti anni, persino i padiglioni nazionali hanno “nasato il melone” e hanno cercato di adeguarsi alla linea gioniana. Con il risultato di proporre un panorama abbastanza omogeneo e un fil rouge piuttosto distinguibile (tranne debite eccezioni).
            Comunque, ti dico, anch’io non vedo l’ora di tornarci a novembre, è il momento migliore, concordo. Magari ci si potrebbe andare insieme, proprio gli ultimi giorni. Potrei scriverci ancora sopra, che ne pensi?

          • >>>…ottimo lavoro Cristiana! Seguirò le tue indicazioni ma anch’io metodicamente “a naso” e “fuori di melone”!

  • Gabriele Simongini

    Piero Dorazio, soprattutto per le straordinarie opere comprese fra il 1958 e il 1963 che hanno unito, in un nuovo astrattismo di notevole seduzione pittorica e rigorosa essenzialità tecnica, l’eredità futurista alle ricerche americane immediatamente successive all’espressionismo astratto.
    Ma meriterebbero una segnalazione, fra gli ingiustamente sottovalutati tuttora attivi, anche tre artisti: Vasco Bendini, pioniere dell’informale italiano che ha trasformato la pittura in un soffio di luce; Francesco Guerrieri, per la sua arte programmata innervata da analogie musicali; Antonio Passa, il più rigoroso esponente della pittura analitica.

  • giorgio galante

    Gli artisti Italiani sottovalutati sono purtroppo tanti, troppi ma mi sento di spezzare una lancia per Claudio Costa come direbbe Agnetti “dimenticato a memoria” e perché no Romagnoni

  • Barbara

    LUIGI ONTANI

    • Fausto

      Ciasullo Mario

  • Angelov

    Beppe Romagnoni fece una serie di lavori, che vennero stampati come manifesti plastificati, e che utilizzavano la tecnica del collages; ne vidi uno nella casa di un amico dal titolo:”La vestizione dell’astronauta”.
    Dei veri capolavori.

  • Manfredo Massironi

  • Io ho votato per Emilio Isgrò, anche se non è poi così sottovalutato: la retrospettiva in corso alla Gnam, ad esempio, è solo l’ultimo di una lunga serie di meritati riconoscimenti. Se potessi votare una seconda volta, darei la mia preferenza a Giuseppe Chiari.

    • Gaetano Selandari

      Credo che l’equivico nasca dal termine “sottovalutato”. Nel caso di Isgro’, a parer mio, il vasto riconoscimento ne fa un artista di primissimo piano. Il mercato, al contrario, in preda a speculazioni verso il basso, lo rende invece “sottovalutato”. Queste due situazioni in antitesi andranno a riequilibrarsi; e’ solo questione di tempo, e vedremo…che prezzi!

  • Teodolinda Coltellaro

    Per me , un’ artista ingustamente sottovalutatata è Lia Drei. Lia Drei dispiega il proprio percorso d’indagine incentrandolo sui rapporti di interazione reciproca di spazio , colore e forme elementari quali il tondo,il semitondo,il triangolo. Realizza opere dalle quali emergono variazioni formali e cromatiche che introducono ad infinite possibilità di fruizione:basta uno scarto tonale,dal caldo al freddo e viceversa,a suggerire nuove percorrenze visive. Nelle sue produzioni creative,che lei definisce “Operazioni spaziocromatiche”, la modulazione delle partiture cromatiche innesca dinamismi e soluzioni compositive “configurando in immagine – come afferma nella sua acuta analisi R.Assunto- la struttura visiva che rende il mondo oggetto estetico”.

  • Lia Drei e Francesco Guerrieri per la loro importanza nell’arte contemporanea, specialmente per le loro ricerche gestaltiche degli anni Sessanta e Settanta ma anche per i successivi sviluppi della loro espressione artistica ancora non giustamente valorizzati nelle sedi appropriate.

  • Francesco Guerrieri, Lia Drei, Elio Marchegiani, Antonio D’Agostino.

  • Fabio

    Francesco Guerrieri e
    Lia Drei eccellenti sperimentatori degli anni sessanta, fondatori del gruppo 63 e Sperimentale p…al passo con i tempi e sempre attuali! Due artisti originali, un unico cammino di vita!
    Angelo Savelli, meraviglioso artista del bianco!

  • laura

    ovviamente Vasco Bendini…

  • francesco

    A mio parere sono 2 gli artisti “totali” più sottovalutati:

    1) VASCO BENDINI

    2) CLAUDIO CINTOLI

  • Gabriele Simongini

    Vasco Bendini è un grandissimo solitario, che ha saputo essere un pioniere dell’informale ma anche, fra il 1966 e il 1967, un anticipatore di istanze poveriste e concettuali. In qualunque altro paese sarebbe trattato con tutti gli onori e avrebbe avuto omaggi espositivi da grandi musei.

  • Gabriele Simongini

    Condivido pienamente anche l’importanza di Lia Drei, che con Guerrieri ha dato vita ad una coppia inimitabile, nella vita e nell’arte!

  • Gloria Speranza

    Vasco Bendini ! Un maestro per tante generazioni! La sua opera è stata sottovalutata e troppo spesso incompresa.!

  • Rino Regoli

    EVVIVA VASCO BENDINI E ANTONIO PASSA!

  • Gaetano Lettieri

    Vasco Bendini, sopra tutti. Ogni sua opera ti guarda.

  • Giorgio Spiller

  • Martina

    Alberto Magnelli!

  • Armando

    un nome su tutti: Vasco Bendini.
    Per me un genio assolutamente incompreso, ma e’ il prezzo da pagare per l’onesta’ artistica e intelletuale.
    Ad maiora…

  • carms

    Vasco Bendini!

  • Rosanna

    Vasco Bendini

  • Raffaele

    Vasco Bendini, considerato dalla critica uno dei pionieri dell’informale italiano

  • Mela

    Vasco Bendini of course

  • Barbara

    Vasco Bendini, un grande Maestro, assurdamente non considerato come meritava in passato, ma forse anche per questo, così puro e grande.

  • Beatrice

    Vasco Bendini senza alcun dubbio. Ma non sottovalutiamo i violini di Giuseppe Chiari.

  • diego

    Lo straordinario Vasco Beldini….che artista!!!

  • Beppe

    Vasco Bendini in tanti anni osannato dalla critica ma non altrettanto riconosciuto dalle istituzioni, come dovrebbe essere

  • carlo

    Senz’altro, Vasco Bendini, ma aggiungerei anche Pinot Gallizio e Ruggeri.

  • Irene

    Senza ombra di dubbio Vasco Bendini

  • laura

    come mai il nome di Vasco Bendini, votato da tanti, non compare nella lista a sinistra? cioè in quella dei nomi degli artisti indicati per il voto? visti consensi la lista andrebbe integrata con il nome di Bendini e il numero di voti ottenuto…

  • Elna

    Penso a Vasco Bendini, un grande!

  • Rino Regoli

    Cara redazione, non è l’ora di inserire Vasco Bendin fra gli artisti del vero sondaggio con i nomi bloccati? E poi vogliamo definire sottovalutato un artista come Isgrò che ora ha la mostra alla GNAM? Bendini finora se l’è sognata la mostra alla GNAM!!!! INSERITELO A FUROR DI POPOLO NEL VERO SONDAGGIO CON I NOMI FINORA BLOCCATI!!! Se no siete parziali e faziosi.

    • laura

      d’accordissimo! ma che razza di sondaggio è questo? per fare pubblicità ad Artribune?

  • francesco

    in effetti inserire in lista Schifano e Isgrò tra i sottovalutati (con le mostre museali che hanno e le quotazioni medie dei lavori, meritate per carità..) e non Bendini, a maggior ragione alla luce dei commenti mi sembra quantomeno discutibile…mi chiedo che criteri siano stati usati.
    ovviamente si tratta di critiche costruttive!
    grazie

  • laura

    …”e magari integrate la lista nel commentario”…. e allora?

  • Federico

    Se considerate sottovalutato uno come Bendini che ha partecipato a ben 5 (!) grandi eventi quali Biennale di Venezia nel 1956 e nel 1964, nel 1959 alla Quadriennale di Roma, nel 1961 alla Biennale di San Paolo del Brasile e a quella di Tokyo del 1962, allora non c’è speranza per i talenti davvero sottovalutati ( e magari non ottuagenari )

    • Rino Regoli

      Federico, tu stai parlando di eventi di cinquant’anni fa! Da molti anni a Bendini non viene dato nessun riconoscimento istituzionale, non ha mai avuto una mostra alla GNAM, ad esempio. Ed è un grandissimo artista, fondamentale anche storicamente. Vogliamo fare un paragone con i riconoscimenti che sta avendo negli ultimi anni Baruchello (GNAM, Biennale, Documenta, ecc.), buon per lui?

      • Federico

        Essere così riconosciuti in carriera è più che sufficiente e remunera l’artista, celebrare i morti remunera solo il sistema dell’arte e il mercato, che lascia così morire i vivi, condannandosi al ritardo cronico nella divulgazione artistica.

        • francesco

          a parte il fatto che Bendini è vivo e vegeto e negli ultimi 4-5 anni ha dipinto tele di una sensibilità sconvolgente…ma poi che discorso è? Allora non ha senso celebrare Tàpies a Palazzo Fortuny a Venezia perchè così si lasciano “morire i vivi”? ma per favore…
          secondo me Federico tu stai sbagliando spazio, qui si parla di artisti che in base a qualità del lavoro e storia sono sottovalutati (Novelli, Cintoli, Festa..e, appunto, Bendini), mica di fantomatici “talenti” di cui peraltro non mi sembra tu abbia fatto alcun nome?

          p.s. quanti “morti” dell’arte si vedono in giro tra i 40enni…farebbero bene a rinvigorirsi imparando qualcosa da 91enni come Bendini! (ancor più se avesse congrui riconoscimenti pubblici e la sua opera fosse divulgata come merita…)

          • giorgio galli

            scusate se mi intrometto nel discorso, io conosco molti vecchi nell’arte, ma giovani nell’esprimersi, e molti giovani che sono vecchi, perchè rubano ai sopra citati, . in questo paese palano tutti di arte, la magior parte non la capisce, in particolar modo quella contemporanea, Vasco Bendini è UN GIGANTE pirtroppo è nato in Italia. PAESE DI SERVETTE e di mediocri intelletuali, prestati al soldo del miglior offerente,e questo accade nell’arte come nella politica. a mio giudizio se si crituca un artista come Vasco Vendini non c’è più speranza, DALTRONDE IL NUOVO COLLEZIONISMO è FIGLIO DI QUESTO SISTEMA , e i nuovi fruitori non capiscono gran che di poesia, perche noi stiamo parlando di un grande poeta del colore, e questo gli sfugge.

          • cancelloarte

            Ma in che cosa consiste la sensibilità di Bendini? Non è una domanda ironica o polemica, sono serio. Ho la curiosità di capire donde nasce lo spirito toccante di un artista che, a quanto pare, riscuote numerosi consensi.

          • francesco

            La sensibilità di aver attraversato gli ultimi 60 anni essendo stato in grado di creare: una pittura informale (primo in Italia dal 1950 in poi) sia introspettiva che legata agli orrori e ai fatti della storia, un’arte oggettuale e comportamentale focalizzata sulle relazioni con le cose quotidiane e con gli esseri umani (a partire dal 1966), una mirabile raffinatezza compositiva nell’uso di materiali come ovatta, lana di vetro, colla (inizio anni ’70), un recupero della pittura liquida e gestuale con un respiro cromatico inedito (fine anni ’70 e anni ’80), una pittura in grado di ricreare i fenomeni e la forza della natura in modo sempre nuovo (anni ’90 e primi anni 2000), un’ultima fase altamente mentale, con dipinti come soffi vitali (cit. G. Simongini).
            Basta cercare su google per ritrovare tra le centinaia di immagini tutta l’incredibile ricerca di Bendini, testimoniata dai più importanti critici e storici dell’arte del ‘900.

            p.s. in questa vibrante nota autobiografica è condensata la sensibilità dell’uomo, che come pochi altri è riuscito ad esprimere con la pittura (e con l’arte tutta) la sua visione di ciò che ci circonda:

            “Il 1922 è il mio anno di nascita. Avevo diciassette anni quando è iniziata la II Guerra mondiale e ne avevo ventitre quando, il 6 agosto, un bombardiere americano sganciava la prima bomba atomica su Hiroshima. Dal ’49 al ’55 abbiamo subito gli effetti negativi della “guerra fredda”: la pace era affidata a bombe nucleari trasportate da aerei speciali o assegnata a missili intercontinentali installati su sottomarini a propulsione nucleare.
            Sui giornali si leggeva che sarebbero stati sufficienti dieci minuti di attesa per il lancio della nuova bomba H e nel ’66 i tempi per la distruzione dell’umanità si ridussero a quei due minuti che divennero il titolo di una mia opera, realizzata il 24 marzo 1966.
            Nel 1956 carri armati russi invasero l’Ungheria e nel ’68 la Cecoslovacchia. In particolare, nel 1968, mi colpì l’uscita, a Praga, del Manifesto delle Duemila Parole, voluto da numerosi intellettuali ansiosi di realizzare un vero processo di liberalizzazione a cui idealmente aderii, con la esecuzione di una mia opera intitolata appunto Duemila parole. Avevo cinquantun anni, quando scoppiò il caso Allende che fu ammazzato, mentre difendeva con le armi in pugno la libertà del popolo cileno, sacrificata agli interessi degli U.S.A. e nacque nel 1973 Un giaciglio
            per Allende. E poi c’è stata la lunga e tragica guerra del Vietnam, seguita nel 1979 dall’aggressione sovietica all’Afghanistan, per non parlare del conflitto arabo-israeliano, dell’11 settembre 2001 e della guerra in Iraq. Non dimentico neanche l’ultima, drammatica e disumana risoluzione di erigere sul nostro pianeta oltre quindicimila chilometri di barriere di separazione tra i popoli.
            Questi i fatti. Impossibile non smarrirsi. In questi frangenti nascono i miei neri: canti della notte, matrice di speranza. E sorgono i miei bianchi, naturali immagini di attesa.”
            Vasco Bendini

    • And

      Ma te le sei rilette le date?? sono trascorsi 50 anni, uno come Isgrò invece viene continuamente celebrato con mostre nelle sedi principali, vedi Milano e Roma nell’ultimo anno….

  • Cesare

    Francesco bonami
    :D

  • Patrizia M.

    Sicuramente Francesco Guerrieri che, oltre a fondare il Gruppo 63 e lo Sperimentale P., ha organizzato il gruppo di autogestione Spazio Alternativo e il gruppo Metapittura, di rilevante importanza nella vita artistica romana dal 1976 al 1983. Ma anche per l’alto livello qualitativo delle opere polimateriche precedenti, tra il 1959 e il 1962 che segnano il passaggio dall’informale allo strutturalismo, senza contare poi quelle dal 2000 in avanti…

  • rafz

    “Si, concordo, Francesco Guerrieri e sicuramente anche Lia Drei.”

  • Elna

    C’e’ qualcosa che non mi quadra. Perché la classifica non e’ completa? I nomi degli artisti sono ” chiusi?” Non gioco più. Sembrano le elezioni con i i candidati già definiti. Scorretto in entrambi i casi. Non gioco più

  • Armando

    Vasco Bendini e’ stato nominato 24 volte in questa pagina…con questo post 25 e se lo dico un altro paio di volte – Bendini, Bendini – arriviamo a 27, cioe’ piu dei voti che al momento ha Isgro’ (che e’ comunque un grande artista). Sarebbe quantomeno corretto allargare la lista…
    Grazie

  • aibben

    voto per Vasco Bendini, è in grado di competere con pittori della levatura di Richter… la sua sfortuna è essere nato in Italia

  • giorgio galante

    Vasco Bendini, bravo ma come già detto nel mio precedente commento in Italia
    sono troppi gli artisti con ricerche molto interessanti ed un corpo di lavori incredibile.
    Bene ha fatto Gioni a recuperare in questa Biennale tanti artisti dimenticati, meglio
    se avesse attinto nel panorama Italiano.

  • Rino Regoli

    Ma insomma, cara redazione, volete tenere conto di questo profluvio di voti per Bendini? Altrimenti è sottovalutato anche da voi…

  • Daniela

    Voto Bendini anche io. Sono accanto ad un suo olio su alluminio eccezionale.

  • cancelloarte

    Bendini, ok, ma Sauro Mongilli (che con Bendini ha molto da dividere)?

  • Ven 2005

    Angelo SAVELLI – grande “poeta” della tela, da poco giustamente riproposto in una
    bellissima grande mostra al MARCA – Bravo Alberto Fiz!

    Pietro CONSAGRA – il nostro più grande scultore dopo Marino e Martini

  • Kriroe

    Concordo anch’io per SAVELLI e CONSAGRA

    e aggiungo però Piero DORAZIO !!

  • And

    Piero Dorazio, Vasco Bendini e un po’ di donne, che si sa che da noi sono sempre sottovalutate: scelgo Carla Badiali, protagonista dell’astrattismo lombardo , Paola Levi Montalcini (oscurata dalla + celebre gemella) e Carol Rama di cui è in corso una mostra (ma in Svizzera)

    • Cristiana Curti

      Ottima davvero Badiali, ma, nel solco della scelta femminile, lancerei piuttosto il nome di Bice Lazzari, anche per certi suoi scritti notevoli.

  • laura

    d’accordissimo su Bice Lazzari e ricorderei anche Maria Lai.
    Ho però un’altra domanda: come mai il numero dei commenti ( in rosso a destra) invece di aumentare diminuisce? dai 54 di qualche giorno fa sono diventati 24….
    mistero su mistero che si aggiunge al sondaggio bloccato nei nomi, come fossimo alle primarie di qualche partito veramente aperto e democratico.
    Forse la Redazione festeggia i giorni caldi d’agosto con il prosecco?

  • barbara

    sempre più interessante e “curioso” questo sondaggio….fa riflettere ma sicuramente non ci tiene certo “in tirella”, per citare Bergonzoni, visti i nomi che ormai han fatto lì le ragnatele…

    un grazie a Francesco per quello che ha scritto sul grande Vasco (7 agosto 13:24)

    • francesco

      è stato un piacere!! ;-)

  • max

    cotani,dorazio,turcato

  • >>>gentile redazione, una domanda (hemm… scomoda). Nel rinnovato sito-database “Italian Area” vediamo il logo di ARTRIBUNE comparire (con pochi altri) nella sezione “links” accanto a quello del Museo Del Novecento, istituzione che come sappiamo ha avviato una discutibile collaborazione con Il DOCVA di cui il database milanese è espressione. Esiste un qualche collegamento anche tra la vostra testata e “Italian Area”?
    Gli artisti nella lista di “Italian Area” ricevono una particolare attenzione dalla redazione di Artribune?

    Grazie dell’attenzione
    dsk

    http://www.italianarea.it/links.php

    • Chiunque può linkare una pagina web, e questo è il caso. Quindi le risposte alle domande sono “no” e “no”

      • >>>grazie 1000 della risposta MEG (ma la foto la metti storta anche nel CV?) E’ curioso che su soli 6 link con logo annesso e connesso 2 siano chiaramente DOCVA-area e gli altri “no”, no? Sì, no? Cliccate per credere…
        – That’s Contemporary
        – Undo.net
        – Museo del Novecento
        – Cookie & Luz
        – Artribune
        – NABA

        …e leggete qui cosa ci viene detto del progetto “That’s contemporary”:
        “that’s contemporary è un progetto attivo a Milano da settembre 2011 con il portale web http://www.thatscontemporary.com e con sede presso Careof DOCVA Viafarini”

      • dandy d-s-k

        sì MEG, chiunque può linkare una pagina web, ma “Italian Area” non è un sito qualsiasi, sono quei “chiunque” responsabili delle peggiori operazioni di lobbismo dell’arte italiana, con un comitato direttivo di personaggi di area PD come la lobbista-zdanovista Vettese, una che appena giunta all’assessorato alla Cultura del Comune di Venezia ha cercato di boicottare le mostre ed il lavoro altrui.
        Per favore, noi artisti meritiamo un minimo di rispetto, risposte di questo tono riservale ad altri contesti. Di fatto Artribune, dopo una breve stagione di giornalismo d’arte “diverso” è già rientrata nei binari della peggiore Italietta…

        • E cosa dobbiamo fare secondo te, proibire ad Italian Area di mettere un link? Non entro nel merito di quello che dici, ma proprio dal punto di vista operativo: come faresti? Una diffida? Motivata come? Rivolta a chi, alla magistratura? Boh, ogni tanto – no, in realtà spesso – mi sfugge proprio la logica di certi commenti, ammesso che ve ne sia una.
          Quanto alla valutazione della testata, è legittima, sono un libertario. Proprio per ciò ti dico: leggi qualcosa di diverso, mica te l’ha ordinato il medico di leggere Artribune, visto che ti fa schifo. Magari però evita conseguentemente di infestare il commentario, per coerenza.

          • dandy d-s-k

            >>>MEG rispondo ai tuoi punti interrogativi. Parlando con loro nello stesso modo diretto e senza perifrasi che tu adotti con i frequentatori della community Artribune.
            Potrebbe essere interessante proporre ad Italian Area alcune domande sulla loro attività.
            Possibilmente domande non del genere “Da dove viene la Lambretta?” “Da Lambrate” e simili…
            Sarebbe utile in primis un chiarimento sulla composizione del comitato direttivo, il “board of critics and curators collaborating with the DOCVA” (secondo quanto troviamo scritto nel loro sito) del quale oggi ci viene detto ben poco.
            Per seconda cosa una valutazione della direzione di Italian Area circa i gravissimi fatti accaduti a Venezia, cioè il boicottaggio istituzionale di manifestazioni d’arte indipendenti da parte di una figura per tanti anni membro del comitato direttivo (quattro critici) del database milanese.
            Terza questione: come va interpretato e letto, in un quadro metodologico di approccio all’arte contemporanea – e quindi di pluralismo culturale – il rapporto privilegiato e continuativo dell’organizzazione DOCVA con il Museo del Novecento, cioè una istituzione pubblica?

  • Angelov

    Mario Raciti
    Valerio Adami (disegni)
    Pierluigi Pusole
    Manfredi Beninati

  • piero

    …interessante