L’ONU, una stella a otto punte. Si inaugurano a Copenaghen i nuovi Headquarters delle Nazioni Unite, ed a celebrare l’opera dello studio 3XN arriva Ban Ki-Moon in persona

Un edificio iconico che sappia rappresentare i valori dell’Organizzazione e la sua autorità. Una stella a otto punte, morfologia dal forte significato metaforico: le punte indicano lo sforzo di allungarsi per raggiungere ogni parte del mondo, mentre il cuore dell’edificio, occupato dalla scenografica scalinata nera, rappresenta la voglia di creare un dialogo globale tra le […]

Un edificio iconico che sappia rappresentare i valori dell’Organizzazione e la sua autorità. Una stella a otto punte, morfologia dal forte significato metaforico: le punte indicano lo sforzo di allungarsi per raggiungere ogni parte del mondo, mentre il cuore dell’edificio, occupato dalla scenografica scalinata nera, rappresenta la voglia di creare un dialogo globale tra le parti. Questo il concept indicato dai 3XN – firma locale ma dalla fama internazionale – per i nuovi headquarters dell’ONU, a Marmormolen, nord di Copenaghen, che il 4 luglio inaugura i suoi spazi già fruibili alla presenza di Ban Ki-Moon, Segretario Generale. Ma non solo: la sua forma segue una precisa funzione. Nella realtà, la configurazione stellata nasce dall’esigenza progettuale di sottolineare l’autonomia professionale di ciascuna unità di lavoro,  raccordata poi in una piastra centrale di smistamento, in cui sono contenute tutte le funzioni comuni.
Un luminosissimo atrio a quadrupla altezza conduce al livello della lobby, da cui si dipartono le varie ali. Qui, piantata nel mezzo, una scultura nera, lucida, plastica, una scala che invita ad essere scoperta, salita, usata, che non solo si fa fulcro della composizione architettonica, ma che, con le sue anse curvilinee, contribuisce a creare aree di sosta per meeting informali tra i dipendenti, a quote diverse.
Costruito su un’isola artificiale, il volume risulta chiaramente visibile sia dalla città che dal mare. Ottenuto con tempi di realizzazione velocissimi (si prevede sarà ultimato nel dicembre 2013) e con un budget di circa 134 milioni di euro per 52mila mq  – 45mila per uffici e servizi e 7mila per archivi – per una capienza di 1700 impiegati, è costituito da un basamento in acciaio corten (le cui sfumature brunite ricordano il colore dei moli arrugginiti) su cui appoggia la struttura dei blocchi a spigolo vivo, rivestita invece in alluminio bianco preforato, con persiane controllate digitalmente per regolare costantemente il rapporto sole/ombra all’interno degli uffici.
Un’architettura quasi navale, che ricorda le eleganti imbarcazioni ancorate nel porto di Copenaghen. Non solo elegante, ma anche concepita per essere tra gli edifici più efficienti di Danimarca: con consumi pro capite bassissimi, raffreddamento ad acqua salata, pannelli solari, tetto naturale riflettente e facciate intelligenti, l’edificio nel 2012 si è aggiudicato il prestigioso Green Building Award assegnato dalla Commissione Europea e la certificazione di sostenibilità LEED Platinum.

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.