Libero, indisciplinato, eclettico. Morto a Torino il gallerista Alessandro Marena, da qualche tempo animatore delle serate con la Maison: aveva solo 36 anni

“Malgrado la tua gioia di vivere e di progettare… inesauribile!”. “Questo è davvero lo scherzo piu scemo che mi hai fatto”. E altri messaggi più o meno personali. È anche Facebook, la piazza virtuale postmoderna, a veicolare le comunicazioni anche in questi casi: anche quando muore un amico, o solo un conoscente, o una persona […]

Alessandro Marena

Malgrado la tua gioia di vivere e di progettare… inesauribile!”. “Questo è davvero lo scherzo piu scemo che mi hai fatto”. E altri messaggi più o meno personali. È anche Facebook, la piazza virtuale postmoderna, a veicolare le comunicazioni anche in questi casi: anche quando muore un amico, o solo un conoscente, o una persona nota. E in queste ore il wall che si va riempiendo di saluti è quello di Alessandro Marena, giovane gallerista torinese scomparso nei giorni scorsi a soli 36 anni.
La galleria per ora non vuole avere fissa dimora, ma ne ha una per ogni occasione, pur rimanendo sempre centro di produzione, promozione e vendita di opere d’arte contemporanea. Un luogo d’incontro, di scambio e di dialogo costante che supera le barriere degli spazi deputati, manifestandosi in location sempre nuove e studiate appositamente per ogni mostra o performance artistica”. Così nel 2009 egli stesso presentava Alessandro Marena Project, l’iniziativa che nasceva come una costola della galleria di famiglia: e già allora manifestava lo spitiro libero, indisciplinato ed eclettico che avrebbe impresso alle sue attività.
Già, perché poi ne sarebbero nate altre: “Proprio domenica sera sono passato dalla Maison ed ho trovato le saracinesche a metà”, è un altro dei commenti che appaiono sulla page Facebook di marena. Ed il riferimento è alla Maison, progetto che era giunto ad avere tre sedi e che si proponeva di ibridare la vocazione artistica con la musica e con la ricerca gastronomica. La stagione estiva era partita da pochi giorni: ma ora le saracinesche sono abbassate…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Fede

    Terribile, qualcuno mi sa dire come e’ successo? Sentire condoglianze alla famiglia.

  • Un grande dolore per un amico caro

  • Edoardo Di Mauro

    Un pensiero commosso per Alessandro e la sua famiglia

  • nicola davide angerame

    Un ragazzo vitale e buono, un amico dell’arte e degli artisti. Ci mancherà.

  • Chiattone mauro

    Condoglianze alla famiglia per la perdita di un caro e amico sincero

  • franco

    ciao alessandro ti ricordo con tanto affetto, ragazzo buonissimo dal cuore d’oro.

  • Alessandro Faramia

    Cara Franca ti sono vicino per il grave lutto da Alessandro e Patrizia