La Fondazione Monte dei Paschi cerca riscatto con l’arte. A Siena l’installazione interattiva “Ballata delle donne” prende i corpi da tre dipinti antichi e li anima secondo gli umori del web…

Che cosa accomuna Cleopatra, Maria Maddalena e Santa Lucia? Tre donne, tre storie e tre visioni del mondo. Ora è un’istallazione dinamica, interattiva, sonora e poetica a porre l’accento sui temi fondamentali delle donne: l’emancipazione, l’autodeterminazione e la violenza, ma anche sulle idee che muovendosi possono cambiare il mondo, quello difficile delle donne, annientate e […]

Che cosa accomuna Cleopatra, Maria Maddalena e Santa Lucia? Tre donne, tre storie e tre visioni del mondo. Ora è un’istallazione dinamica, interattiva, sonora e poetica a porre l’accento sui temi fondamentali delle donne: l’emancipazione, l’autodeterminazione e la violenza, ma anche sulle idee che muovendosi possono cambiare il mondo, quello difficile delle donne, annientate e distrutte dalla violenza. Accade a Siena, a Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi, dove fino al 2 luglio l’istallazione Ballata delle donne si pone come obbiettivo anche quello di valorizzare il patrimonio artistico senese sconosciuto, usando tre simboli, tre icone della pittura figurativa senese non visibili al pubblico e quasi mai esposte.
Immagini riprese da tre dipinti di proprietà della Fondazione MPS: Cleopatra di Marco Pino, pittore del Cinquecento, Maria Maddalena del caravaggesco Rutilio Manetti e la Santa Lucia di Sano Di Pietro, maestro della scuola senese del Quattrocento. I corpi delle tre donne fluttuano nell’aria, vengono poi ricomposti grazie ad una ingegnosa struttura guidata da robot e computer, ma anche grazie al movimento dello spettatore all’interno della struttura stessa. I computer catturano dai social network e da siti web dei messaggi dai contenuti legati alle tre tematiche analizzate ed in base alla quantità dei messaggi arrivati aiutano il movimento delle tre figure femminili.
Tre sagome, smembrate e sospese che ritraggono Cleopatra, simbolo di emancipazione”, come spiega Patrizia Marti coordinatrice del progetto e ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Cognitive dell’università di Siena, “Santa Lucia, invece, simbolo della violenza e Maria Maddalena l’emblema dell’autodeterminazione, sono le protagoniste di questo lavoro che mira a far riflettere sui diritti delle donne che ancora oggi subiscono ogni giorno violenze di ogni genere”.

– Alessandra Marzuoli

balladeofwomen.org

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Alessandra Marzuoli
Alessandra Marzuoli nasce in Toscana nel 1972. Si laurea nel 1997 in Lettere Moderne con una tesi in Storia dell'arte contemporanea sugli artisti del ferro battuto toscano neo-gotici e liberty, presso l'Università degli Studi di Siena. Nel 2000 consegue il Diploma di Specializzazione in Arte contemporanea con una tesi sulla pittrice futurista Marisa Mori (1900-1985). Nel 1998 cura l'Archivio del pittore futurista Osvaldo Peruzzi alla Fondazione Primo Conti di Fiesole. Cura, insieme a Enrico Crispolti, la retrospettiva su Osvaldo Peruzzi al Museo Fattori - Villa Mimbelli di Livorno. Si occupa nel 2000 dell'allestimento di alcune mostre sul Futurismo. Nel 2001 è giornalista pubblicista. Dal 2002 al 2006 collabora con Exibart.com e Art & Dossier. I suoi interessi di ricerca sono l'arte d'avanguardia italiana ed europea, indaga da sempre il rapporto tra linguaggi artistici d'avanguardia e la cultura artistica attuale. Ha scritto numerosi saggi sulla cultura artistica toscana tra XIX e XX secolo. Dal 2006 vive a Siena.