Il treno d’artista di Doug Aitken tra New York e San Francisco. Un “Nomadic Happening” ferroviario che porta l’arte in giro per gli USA coast to coast a bordo di un’enorme scultura cinetica

Portare la creatività in casa di diverse comunità americane, spingendo l’arte e la cultura al di fuori dei vincoli istituzionali. Come? A bordo di un treno d’artista. È questo il significato di Station to Station, “Nomadic Happening” ideato da Doug Aitken per tre settimane a partire da settembre. Un progetto di arte pubblica reso possibile […]

Un progetto del treno-scultura cinetica (© Doug Aitken)

Portare la creatività in casa di diverse comunità americane, spingendo l’arte e la cultura al di fuori dei vincoli istituzionali. Come? A bordo di un treno d’artista. È questo il significato di Station to Station, “Nomadic Happening” ideato da Doug Aitken per tre settimane a partire da settembre. Un progetto di arte pubblica reso possibile dal sostegno del brand LEVI’S, che raccoglierà fondi attraverso la vendita di biglietti e donazioni per supportare la programmazione di sette musei in tutto il paese.
Il treno progettato da Aitken, trasformato in un’enorme scultura cinetica, viaggerà fra New York e San Francisco facendo dieci fermate lungo il percorso, coinvolgendo protagonisti di arte, musica, cucina, letteratura, cinema in una serie di interventi culturali e site-specific. Fra gli artisti coinvolti ci saranno Olaf Breuning, Urs Fischer, Meschac Gaba, Carsten Höller, Christian Jankowski, Ernesto Neto, Rirkrit Tiravanija, Lawrence Weiner.
Station to Station parte con il sostegno di istituzioni come MoMA PS1, Carnegie Museum of Art, Museum of Contemporary Art di Chicago, Walker Art Center, SITE Santa Fe, Los Angeles County Museum of Art (LACMA) e Museum of Modern Art San Francisco (SFMOMA). Le stazioni toccate saranno New York, Pittsburgh, Minneapolis, Chicago, Kansas City, Santa Fe, Winslow, Barstow, Los Angeles San Francisco.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.