Il dramma di Gezi Park e di piazza Taksim, a Istanbul? Si poteva evitare. Un tribunale aveva infatti bocciato il progetto governativo all’origine delle proteste…

L’argomento attiene più alla politica internazionale, o – purtroppo – alla cronaca: ma è capitato di parlarne anche qui, su Artribune, visto che ha coinvolto molto da vicino tutto l’ambiente creativo turco, con conseguenti mobilitazioni internazionali anche in Italia. Molti, ad esempio, avranno ancora davanti agli occhi le scene della performance di Erdem Günduz, fermo […]

Erdem Günduz, The Standing Man, a Piazza Taksim

L’argomento attiene più alla politica internazionale, o – purtroppo – alla cronaca: ma è capitato di parlarne anche qui, su Artribune, visto che ha coinvolto molto da vicino tutto l’ambiente creativo turco, con conseguenti mobilitazioni internazionali anche in Italia. Molti, ad esempio, avranno ancora davanti agli occhi le scene della performance di Erdem Günduz, fermo per otto ore in piedi per manifestare la sua protesta, subito imitato in tutto il paese.
Parliamo, l’avrete capito, delle proteste di Gezi Park visto e di piazza Taksim, a Istanbul, represse dalla polizia e dalla volontà del primo ministro Tayyip Erdogan spesso con la violenza, con quattro persone uccise e circa 7.500 ferite. Ebbene, ora si viene a sapere che era tutto evitabile: ovvero che un tribunale turco aveva annullato il progetto che avrebbe minacciato il parco nell’ambito della ristrutturazione della piazza, e che fu all’origine della sollevazione.
In particolare, sotto la piazza doveva sorgere una rete di tunnel che ne avrebbero consentito la pedonalizzazione, mentre in superficie si sarebbe costruita la replica di una caserma di epoca ottomana, originariamente destinata a ospitare un centro commerciale, poi un museo della città. Ma all’inizio di giugno, ovvero in contemporanea con l’esplodere delle polemiche, il tribunale ha bloccato l’intero master plan della piazza. Non è però chiaro il motivo per cui la decisione è stata resa nota solo ora…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.