Fare politica al MAXXI: il museo tiene a battesimo Ecogreen, cartello di fuoriusciti PD che punta alle europee con un programma di impronta ambientalista. Tra loro anche l’ex ministro Ronchi

Un museo moderno sa adattare i propri spazi alla bisogna, diventare spazio polivalente dove accogliere nel limite della decenza tutto e il contrario di tutto. Per cui ci sta che il MAXXI abbia indossato, era il dicembre del 2011, la livrea giallorossa di rigore per ospitare la cena sociale della Roma; e ci sta che […]

Giovanna Melandri

Un museo moderno sa adattare i propri spazi alla bisogna, diventare spazio polivalente dove accogliere nel limite della decenza tutto e il contrario di tutto. Per cui ci sta che il MAXXI abbia indossato, era il dicembre del 2011, la livrea giallorossa di rigore per ospitare la cena sociale della Roma; e ci sta che l’ente capitolino sia cornice dei sorteggi che definiscono il tabellone degli Internazionali d’Italia di tennis. Ci sta pure, perché no, che il suo Auditorium accolga eventi di partito, di qualsivoglia partito. Anzi: che tenga a battesimo la nascita di soggetti nuovi.
A risuonare per le sale del MAXXI sono dunque i primi vagiti di Ecogreen, formazione annunciata nelle scorse settimane che oggi getta la maschera e svela le proprie carte. L’area di riferimento, nomen omen, è quella dell’ecologismo “militante ma non troppo”: ideatore del progetto è Roberto Della Seta, presidente di Legambiente dal 2003 al 2007, prima della discesa in campo come padre costituente del Partito Democratico, senatore dal 2008 con ruolo di capogruppo in commissione ambiente, renziano, in prima linea quando si è trattato di mettere i puntini sulla i dell’ILVA; alle ultime elezioni fuori dal listino bloccato di Bersani che – lo dicono documenti depositati al Tribunale di Taranto – avrebbe ricevuto richieste da parte dei Riva perché il pressing del senatore sulla questione si facesse meno asfissiante. Con Della Seta una fetta dell’ala verde del PD, con un altro ex senatore come Francesco Ferrante (anche lui con un passato in Legambiente e anche lui non ricandidato) e l’ex ministro Edo Ronchi, altra figura ormai da tempo fuori dai salotti della politica che conta. I maligni non potranno fare a meno di notare come a ricorrere in maniera ossessiva sia il prefisso ex, minimo comun denominatore di gente che ha fatto politica fino all’altro ieri e ora si trova ai margini della scena: con la ferma intenzione di tentare il colpo di coda; i più cattivi ancora non potranno non individuare nel passato di Giovanna Melandri, presidente MAXXI cresciuta come dirigente Legambiente, una affinità ideale che la rende suo malgrado implicito sponsor dell’iniziativa. Chi vivrà vedrà, intanto Ecogreen lancia la prima sfida: presentarsi alle europee del prossimo anno.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • lp

    “Egogreen” alla penultima riga è un refuso freudiano bellissimo, quasi una licenza poetica …

    • francesco sala

      molto carino, in effetti
      lo correggo con dispiacere…

  • E comunque dove sta il grande ed innovativo lavoro della Melandri per il Maxxi? Nel portare le Harley? :(

  • Quindi…MelandriXXIMA?

    :)