Design e made in Italy si difendono in punta di app: prende piede “Origin”, progetto con cui a Vicenza si sostengono le giovani imprese creative nel settore degli accessori moda. In attesa di una fiera di settore arriva un premio per chi innova attraverso la tecnologia

Perché Vicenza? Se nomi come Pal Zileri, Lanerossi e Marzotto non fossero sufficienti come biglietto da visita del territorio basti pensare che tra città e circondario il comparto impiega – usiamo il passato prossimo: sono dati pre-crisi – quasi 40mila addetti, in carico alle oltre duemila aziende che assorbono più dell’11% della forza lavoro della […]

Vicenza, primi passi per il progetto Origin

Perché Vicenza? Se nomi come Pal Zileri, Lanerossi e Marzotto non fossero sufficienti come biglietto da visita del territorio basti pensare che tra città e circondario il comparto impiega – usiamo il passato prossimo: sono dati pre-crisi – quasi 40mila addetti, in carico alle oltre duemila aziende che assorbono più dell’11% della forza lavoro della zona. Le passerelle staranno anche a Firenze e Milano, ma cuore e polmoni della moda italiana pulsano anche da queste parti.
Si basa su solidi e antichi presupposti il progetto Origin, lanciato dalla Fiera di Vicenza con l’intenzione di spalleggiare le giovani imprese creative che rappresentano il futuro – in molti casi già il presente – di un settore chiamato a stringersi attorno al vessillo dell’originalità e della qualità, lottando contro la massificazione di un mercato che abbassa gli standard e gioca al di fuori delle regole. Partner dell’operazione il marchio londinese Not Just A Label, la piattaforma virtuale dalle ricadute molto reali ideata da Stefan Siegel: un po’ vetrina, un po’ hub per e-commerce, porto franco dove mediare l’incontro tra le intuizioni dei giovani designer e i cacciatori di teste di aziende e brand di livello internazionale. In cartellone una fiera di settore, in calendario naturalmente a Vicenza nel prossimo mese di maggio, con un centinaio dei creativi che gravitano attorno al portale chiamati a mettersi in gioco in prima persona. Subito un think tank che ha visto il confronto tra buyer, imprese del territorio e giovani designer; un tavolo di lavoro che ha assunto i connotati del contest per venticinque sviluppatori chiamati a confrontarsi sul terreno delle nuove tecnologie applicate al mondo dell’accessorio moda. A conquistare il premio Best Project sono stati i giovani (anzi, giovanissimi: uno di loro ha appena quindici anni!) membri di Desall Studio, che hanno licenziato WYWR, l’etichetta digitale parlante che permette la completa tracciabilità di ogni capo di abbigliamento.

Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.