A Prato il Centro Pecci è senza direttore. Non rinnovato il contratto a Marco Bazzini. E in attesa della conclusione del cantiere per la nuova area, il museo resta in stand-by

Il Castello di Rivoli nel mezzo del guado e col fiato sospeso; il Macro di Roma con l’attuale direzione saltata per forza di cose, dopo la fine della precedente amministrazione comunale, e ad oggi senza certezze. A completare il quadro c’è anche il Centro Pecci di Prato, che dallo scorso 1 luglio si ritrova senza […]

Il Centro Luigi Pecci di Prato

Il Castello di Rivoli nel mezzo del guado e col fiato sospeso; il Macro di Roma con l’attuale direzione saltata per forza di cose, dopo la fine della precedente amministrazione comunale, e ad oggi senza certezze. A completare il quadro c’è anche il Centro Pecci di Prato, che dallo scorso 1 luglio si ritrova senza direttore.
Già, perchè a  Marco Bazzini, un po’ a sorpresa  e dopo 6 anni continuativin di direzione, non è stato rinnovato il contratto. Risultato? Museo auto-collocatosi in una situazione di stand-by operativo, anche per far fronte agli ultimi ritocchi (in realtà manca ancora un po’ e soprattutto mancano ancora un paio di milioni di stanziamento per completare) del cantiere che porterà all’apertura della nuova affascinante ala del museo (detta “il Piercing”) progettata da Maurice Nio.
Certo dopo aver seguito per tutti questi anni il cantiere non posso non ammettere che mi amareggia un po’ non inaugurarlo” ci confessa Bazzini, “ma ora sono già impegnato nel mio nuovo incarico di presidente dell’ISIA di Firenze e poi vogliono leggere e scrivere, cose che mi sono molto mancate in questi anni. Inoltre se il museo pubblicherà un bando per il nuovo direttore magari ci faccio un pensierino… D’altronde ho lasciato un museo in buona salute sia dal punto di vista finanziario – e non è comune di questi tempi – sia da quello della programmazione, del rapporto con i collezionisti, dei progetti per la nuova ala“.
E in effetti ora la cosa da comprendere è quali siano gli intendimenti del museo (che da poco ha visto l’ingresso in Cda di un rappresentante della Regione Toscana): nominare subito un nuovo direttore su chiamata diretta?  Predisporre un bando come ultimamente hanno fatto molti musei italiani (Nuoro, Genova, Napoli, Rivoli stessa)? Oppure – come sembrerebbe in apparenza – lasciare il museo a bagnomaria per qualche mese, nell’attesa che proceda il cantiere, con tanto di stop obbligato delle attività? Certo è che non si prospettano mesi di particolare produttività culturale per l’importante centro artistico di Prato, il quale giusto lo scorso mese festeggiava i suoi primi 25 anni di vita.

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