25mila euro, per nove artisti premiati. Ecco tutti i vincitori Combat Prize 2013, annunciati il 6 luglio a Livorno

“Spiazzanti atmosfere artificiali all’interno di spazi algidi, immagini dimenticate che fanno riferimenti alla grafica computerizzata provenienti da tempi e contesti diversi ma riesumate dal loro oblio”. Con queste motivazioni la giuria del Premio Combat Prize 2013 – composta da Andrea Bruciati, Antonio Arévalo, Francesca Baboni, Gigliola Foschi, Marco Tonelli, Mrdjan Bajic, Stefano Taddei – ha […]

Giovanni Sartori Braido - Strutture abbandonate

Spiazzanti atmosfere artificiali all’interno di spazi algidi, immagini dimenticate che fanno riferimenti alla grafica computerizzata provenienti da tempi e contesti diversi ma riesumate dal loro oblio”. Con queste motivazioni la giuria del Premio Combat Prize 2013 – composta da Andrea Bruciati, Antonio Arévalo, Francesca Baboni, Gigliola Foschi, Marco Tonelli, Mrdjan Bajic, Stefano Taddei – ha scelto come vincitore della sezione Pittura – dotazione seimila euro – Giovanni Sartori Braido, per l’opera Strutture abbandonate.
Cornice dell’ultimo atto del premio, l’Auditorium del Museo di Storia Naturale di Livorno, dove i vincitori sono stati annunciati nella serata di satato 6 luglio. Per la sezione Fotografia – anche qui seimila euro – vincitore è Manuel Cosentino per l’opera Behind a little house, mentre per la sezione Grafica il premio – 4mila euro – è stato assegnato a Anna Gramaccia per l’opera Private Garden. Al femminile anche la nuova sezione Scultura/Installazione, vinta – 4mila euro – da Elisa Strinna per l’opera Sinfonie sismiche, così come la sezione Video, con premio – anche qui 4mila euro – a Giusy Pirrotta con l’opera Chroma.
Riguardo ai i premi speciali Under 35, che mettono in palio due borse di studio con residenze di due mesi a Berlino e Belgrado, la giuria ha indicato Nicola Ruben Montini, per la residenza nella capitale tedesca e Graziano Folata per la residenza nella capitale serba. La Giuria Popolare ha infine decretato come vincitrice – 500 euro –  Ekaterina Panikanova, mentre per la giuria online il vincitore – 500 euro –  è Stefano Amantia.

www.premiocombat.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Miv

    Lavoro estremamente suggestivo, di grande intensità drammatica e forte impatto! Bravissimo GSB, complimenti!

    • bah

      parente?

  • Forse è mancato un po’ di coraggio nelle selezioni. Tantissima figurazione (come al solito) e scarsa attenzione alla ricerca, soprattutto nelle sezioni pittura e grafica. Alcuni lavori che mi avevano incuriosito sono passati del tutto inosservati: ad esempio Chiara Ricardi, Lorenzo Perrone, Rolando Tessandri non erano né tra i finalisti né tra i segnalati per il catalogo. Con il massimo rispetto per l’artista Anna Gramaccia e per la sua tecnica certosina, dal mio punto di vista i suoi giardinetti non avevano assolutamente le caratteristiche (in relazione ai contenuti e al significato) per vincere nella sezione grafica; Simone Zaccagnini, con un lavoro di ben altro spessore, si è dovuto accontentare della “particolare menzione” della giuria e del secondo posto.
    Nella sezione pittura, tra i finalisti, mi ha colpito l’opera di Elisa Bertaglia. Tra i segnalati, ho notato il lavoro di Alessio Ancillai, che non conoscevo (cercherò di approfondire, perché al di là della suggestione formale non ho ancora ben afferrato le sue implicazioni semantiche).

  • Paolo Uccello

    “Forse è mancato un po’ di coraggio nelle selezioni. Tantissima figurazione (come al solito) e scarsa attenzione alla ricerca”
    Scusa ma dove hai vissuto negli ultimi 50 anni?
    Il coraggio di premiare la figurazione è forse la cosa che oggi manca di più nel mondo dell’arte. Tra tutte le facilonerie concettuali che hanno il peso di progetti finali di studenti dei lice artistici finalmente qualcuno che capisce che la figurazione oggi è sinonimo di novità, ricerca ed innovazione.
    Certo premiare l’ennesima opera astratta, o simbolicheggiante o uno squalo in una vasca sarebbe stato più “figo”, più “London” e più facile da capire e apprezzare esteticamente da tutti, ma se non è ricerca un’opera pittorica che raffigura un archivio da ufficio e vari altri oggetti che praticamente mai si sono visti in un’opera (per altro con un alto valore sia concettuale che simbolico che probabilmente fate fatica a vedere), raffigurati come fossero presi da un videogioco di metà anni novanta, allora non so proprio cosa sia la ricerca.
    I lavori di Chiara Ricardi, Lorenzo Perrone, Rolando Tessandri?
    Scandalosamente già visti. Artisti che mostrano una evidente e sconvolgente ignoranza sulla storia dell’arte recente. La ricerca sul colore? Materiali poveri ed ambientali riutilizzati? Il gesso e i libri? Mioddio questa era ricerca negli anni 50/60, vogliamo prenderci in giro? Sono cose talmente già viste e già fatte. Dove sta l’originalità? Dove vedi la ricerca? Oddio, anch’io la vedo, ma è la ricerca già fatta da altri autori anni e anni addietro.

  • mirko baraldi

    secondo il mio parere i veri vincitori sono i giurati, come sempre, per questi tipi di premi

    guardo i lavori di Chiara Ricardi, Lorenzo Perrone, Rolando Tessandri
    mi sembrano veramente già visti.. sembrano roba da telemarket

    • Potresti citare il nome degli artisti presenti su Telemarket che ti ricordano i lavori della Ricardi o di Tessandri?

  • Caro Paolo, mi fa piacere confrontarmi con te. Perdonami però: preferisco toni pacati quindi cercherò di ragionare senza le provocazioni, il flaming e le frecciatine di rito.
    Sostieni che “il coraggio di premiare la figurazione è forse la cosa che oggi manca di più nel mondo dell’arte”. Ma se nel concreto andiamo a vedere finalisti e vincitori delle più recenti edizioni dei principali premi in Italia (Terna, Combat, Celeste, Laguna, Ora, Talent Prize, Arte Cairo, Artgallery, Co.Co.Co, Fabbri, etc…) troveremo quasi sempre una prevalenza di artisti figurativi in tutte le sezioni, con una maggiore concentrazione tra i pittori. A me sembra che la tendenza attuale sia un ritorno massiccio della figurazione e delle modalità tradizionali di fare pittura, quindi non parlerei proprio di scelte coraggiose, ma di un cauto atteggiamento mainstream. Si può poi discutere se il ritorno della figurazione sia un bene, un male, o semplicemente una delle cicliche fasi a cui la storia dell’arte ci ha abituato. Sottovaluterei la tua intelligenza se ti ricordassi l’incidenza della Transavanguardia nella pittura italiana a partire dagli anni Ottanta.
    Per offrire a questo commentario un dibattito che vada oltre la solita, patetica lagna (figurazione sì, figurazione no), credo dovremmo mettere qualche paletto. Qui non si dovrebbe discutere di sacrosanti gusti personali: c’è chi preferisce l’astratto, chi il figurativo, chi il neoespressionismo, chi il minimalismo, come c’è chi ama il jazz, chi adora la classica e chi non ascolta altro che rock.
    Proviamo a parlare di ricerca e di contenuti: tu sostieni che i lavori da me citati siano derivativi. Probabilmente hai ragione e i riferimenti sono facili da individuare (per me sono chiari, vuoi provare tu a indicarli a chi ci legge?). Ma certo il lavoro di Giovanni Sartori Braido non è originale né aggiunge molto in termini di innovazione. La rappresentazione del quotidiano nella sua prosaicità è storia vecchia e vanta una tradizione che va da Van Gogh (la famosa camera di Arles, solo per citare un dipinto notissimo) agli oggetti polverosi di Morandi, dagli interni metafisici di De Chirico agli scorci urbani di Hopper (mi limito solo ai primi artisti che mi vengono in mente). La retorica della banalità dell’oggetto quotidiano è stata poi al centro di tanta pittura americana, soprattutto iperrealista: le auto di Bechtle, le insegne di Cottingham, le moto di Blackwell, i chewing gum di Bell. Da un punto di vista contenutistico, la portata concettuale e simbolica dei lavori di Giovanni Sartori Braido è indubbiamente legata a questi precedenti. C’è evidentemente una ricerca personale da un punto di vista puramente formale: ma basta un look anni Novanta per parlare di innovazione? Tra l’altro, da parte mia, non sono un fanatico della novità a tutti i costi. Dovremmo essere consapevoli del fatto che in ogni lavoro c’è l’eredità degli artisti del passato, che ognuno di noi studia con infinito affetto e la cui traccia è più evidente nell’opera dei creativi che fondano il proprio lavoro su un’approfondita conoscenza della storia dell’arte. Tra l’altro, non ho mosso alcuna critica specifica sul vincitore della sezione pittura, nel mio precendete commento. Quanto meno Bruciati & Co. hanno evitato di premiare il solito neoespressionista (tra i finalisti almeno Aceto, Angelini, De Angelis, M.G.Z. e in parte la Bassu non si distaccano un minimo da questa estetica modaiola e spontaneista).
    Mi dispiace che oggi (un po’ come nell’epoca immediatamente post-poverista) si faccia una specie di guerra preventiva ai contenuti e si rinneghi tutta la tradizione concettuale, mentre senza alcuna remora si saccheggiano a piene mani i modelli pittorico-figurativi. Il commento di Paolo è rappresentativo di una mentalità diffusa che non vede di buon occhio lo sforzo intellettuale, la ricerca concettuale, l’approfondimento e lo studio. Si celebra l’immediatezza dell’immagine. Pigrizia?

  • emanuela

    Elisa Strinna in un premio per studenti-giovani artisti?! Come Andrea Nacciarriti al Premio Celeste 2011. Oppure come Yuri Ancarani al Talent Prize 2012, questo per professionisti ma meno lanciati di lui, o Chiara Fumai al Furla, che è per emergenti!
    Più si va avanti più si torna indietro, pare.

    • Anna

      più che altro Elisa Strinna pensa di riproporre la stessa opera in eterno? Sembra abbia fatto solo quella.

      • Tiziana

        Affermati non vanno bene, emergenti poco convincenti, come li volete i vincitori stranieri, così sono più interessanti? Se un lavoro è di spessore è giusto che sia premiato.

        • emanuela

          Il discorso è un altro. Penso che per un artista che abbia già fatto un certo percorso, un artista emergente o già affermato (parolone!), non sia adeguato gareggiare con studenti e giovani artisti. Vince per forza, e se non vincesse pensa che umiliazione per chi ha investito in lui. Il problema è che in Italia esistono pochi concorsi aperti e borse di studio per artisti emergenti, ma tantissimi per giovani artisti, e siccome vivere da artista è quasi impossibile, in una certa fascia, artisti emergenti vanno a prendersi i soldi a concorsi di livello più basso, rischiando oltretutto di dare l’impressione di stare facendo un percorso discendente. Gli esempi citati ne sono una dimostrazione.

  • Lorenzo

    Che bella coincidenza!
    Molti artisti di una stessa galleria, tutti che han fatto mostre con Andrea Bruciati.
    Da chi era composta la giuria del premio?

  • Aldo

    Con molti artisti vincitori che hanno da poco lavorato con il presidente di giuria Andrea Bruciati il premio perde tutta la sua credibilità e anzi getta un’ombra sulla credibilità del celeste ad iscrizioni ancora aperte… così a colpo d’occhio senza nemmeno entrare su meriti e demeriti

    e credo che sia anche sconfortante per le gallerie come considerazione generale di sistema

    • Tiziana

      Certo di cavolate ne dite molte pur di vomitare addosso agli altri. A colpo d’occhio mi sembra che tu non lo hai molto seguito il premio.

  • emanuela

    Ormai abbiamo capito che in realtà i concorsi a bando vengo vinti da artisti invitati a partecipare.

  • Ludovica

    Bruciati presidente di giuria? al Combat sono 7 i giurati. Si tenta sempre di discriminare e gettare ombre per giustificare le proprie scarse argomentazioni.

    • Lorenzo

      Giovanni Sartori Braido – Yellowing of the Lunar Consciousness – Galleria Massimodeluca – a cura di Andrea Bruciati
      Elisa Strinna – NI DIEU NI MAÎTRE #2 – Galleria Massimodeluca – a cura di Andrea Bruciati
      Giusy Pirrotta – le figlie di Eva – Galleria FAMA – a cura di Andrea Bruciati
      Nicola Ruben Montini – NI DIEU NI MAÎTRE #1 – Galleria Massimodeluca – a cura di Andrea Bruciati
      Graziano Folata – NI DIEU NI MAÎTRE #1 – Galleria Massimodeluca – a cura di Andrea Bruciati

      Il concorso è sicuramente serio e tutti i giudici hanno sicuramente votato i migliori, è solo pazzesca la coincidenza, tutto qui. Non sto insinuando assolutamente nulla.

  • Aldo

    hai ragione Tiziana non ho segutio granchè ma certi finali scontati fanno perdere di passione

  • Graziano Folata

    Probabilmente la stessa passione che mi ha permesso di correre a 150 km all’ora fino a Livorno partendo da Ameno, passando da Milano, su una 206 del ’99 senza aria condizionata, in 3 ore e mezzo; lavarmi con una bottiglia d’acqua per poter infilare una camicia rovente esposta al sole sul lunotto posteriore, presentarmi esattamente e miracolosamente al principio della premiazione insieme a miei colleghi P. Angelini e D. Pecoraro (loro si, hanno raccolto solo belle pacche sulle spalle, ma tanto son convinto che le loro spalle siano grandi), avendo l’assoluta convinzione di non ricever nulla se non sorrisi ( pensavo fosse comunque un dovere professionale esserci) e venendo chiamato per ultimo a ritirare qualcosa di cui ancora devo comprenderne la portata delle responsabilità .. ecco, si, forse io non lo chiamerei un finale scontato, ma appunto una questione di passione.
    Credo in quello che faccio, spero di poter lavorare per raggiungere risultati di senso e bellezza, se nel percorso dovessi incontrare la stima delle persone.. bene.. in ogni caso non smetterei di studiare e riflettere sul mio lavoro.
    Auguro a tutti la stessa cosa.
    Buona serata

    • Aldo

      buonanotte

    • Il mio rispetto a Graziano Folata, per aver difeso con orgoglio il proprio lavoro, FIRMANDOSI. Complimenti per il premio, meritato a mio giudizio: mi auguro che la residenza sia una preziosa occasione di arricchimento in termini di esperienze e di formazione. Credo però che la discussione guadagnerebbe spessore se, invece di rievocare epiche traversate in auto o elaborare inutili e anonime teorie su presunti favoritismi e finali scontati, si tornasse a parlare delle opere.

  • Maria

    Vincenzo Merola cosa dici? quanti anni hai? non lo so ma qualcosa mi porta a credere che siano proprio quelli della tua generazione che hanno rovinato tante cose. Quelli come voi e che parlano in questi termini di pittura si stanno cagando sotto per quello che sta cambiando! Prima di dare un giudizio avvalendoti di quattro nozioni in croce di storia dell’arte, dovresti ricordarti che non sono solo dei rimandi così poco efficaci a fare la critica di una ricerca! proprio di quelli che hai citato come esempi negativi hanno paura le persone come te e le persone della tua generazione.
    Mollate la presa e rinfrescatevi gli occhi, e sappiate godere della pittura! SE QUELLI DI CUI PARLI FANNO PARTE DI UN’ESTETICA MODAIOLA ….Bè TU SAI DI VECCHIO !

    • Ho 33 anni. Abbastanza per rispettare l’esperienza di chi mi ha preceduto e per aver fiducia nel futuro. Troppi per infervorarmi negli scontri generazionali. Amo la pittura (come ogni forma d’arte) e non temo i cambiamenti. Parlo e scrivo per il gusto della condivisione della conoscenza. Se credi che abbia, in campo artistico, qualche posizione da difendere, ti sbagli di grosso: sono un mediocre dilettante e creo per necessità interiore, senza la velleità di trasformare la mia passione in un “mestiere”. Vivo del mio stipendio da insegnante, soddisfatto del mio lavoro, che amo almeno quanto l’arte.
      A questo punto, soddisfatte le curiosità anagrafiche di Maria (che spero vorrà ricambiare tanta accuratezza nell’esplicitare età e professione, degnandosi di firmare il prossimo commento), mi auguro si possa tornare a chiacchierare delle opere, se qualcuno ne ha ancora voglia.

    • pietro c

      maria ma che michiate dici, a me sembra che tu usi una sintassi futurista, veramente anacronistica. che la pittura sia stata in crisi… be questo lo si pensa solo in italia, visto che tra i maggiori artisti degli ultimi trenta anni spiccano molti nomi di pittori…
      e credo anche che questo continuare a recintare il territorio della pittura rispetto ad altri media artistici sia dovuta ad una insufficienza critica della classe curatoriale italiana. e credo, inoltre, che questo vada a discapito dei pittori stessi in quanto la loro pratica viene considerata una necessità critica del momento, una moda.
      ed è per queste ragioni, sopra elencate, che in italia non potrà mai nascere un tuymans o un richter, solo per citare i più famosi. entrambi questi pittori sono cresciuti e formati non solo pensando alla pittura, come la intendi tu, ma soprattutto dialogando con i loro contemporanei, è impensabile la pittura di tuymans senza la venuta della video arte e del digitale.
      mi sembra assurdo accomunare artisti fra loro semplicemente perchè usano pennelli e colori, credo invece che gli artisti vadano accomunati per sensibilità, lettura dello spazio, per un certo tipo di immaginario, per un approccio alle cose e non perchè semplicemente dipingono.
      spero che gli stessi “pittori” sentano la necessità di essere innanzitutto “artisti”.

  • Meco_Ioni

    Graziano Folata, la tua impresa in autostrada è roba epica, d’altri tempi. Se penso alla camicia rovente sul lunotto posteriore, mi viene la pelle d’oca. Ma scusa non potevate dire a Bruciati di ornanizzarvi un bus, ci stavate tutti belli comodi.
    Cunque è bello sentire che ci sono artisti meno fortunati di te che si accontentano delle pacche sulle spalle… adesso scusami ma sono commosso

  • Riccardo

    Senza nulla togliere alla bravura degli artisti, alla sensibilità artistica e al lavoro della giuria, mi sembra davvero ci siano troppe coincidenze che sostengono questo teorema:
    Bruciati sta facendo di tutto per dare una mano alla galleria dove ha fatto il curatore (di certo ben pagato) di tutte le mostre. Un po’ più di sobrietà ed attenzione da parte sua non avrebbe guastato. Non trovate?

    Proprio ieri un’amica mi ha girato la mail con il comunicato di gaudio della galleria.

    Ecco il CS della galleria Massimodeluca
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    Trionfo al Premio Combat 2013
    degli artisti esposti alla Galleria Massimodeluca

    Primo posto nella sezione Pittura a Giovanni Sartori Braido; nella sezione Video riconoscimento speciale a Riccardo Giacconi, mentre per la Scultura scelta Elisa Strinna
    Nicola Ruben Montini e Graziano Folata si aggiudicano le residenze a Berlino e Belgrado

    (Mestre, 8 luglio 2013) La Galleria Massimodeluca “sbanca” il Premio Combat. Sono ben cinque i giovani artisti che collaborano con la realtà espositiva di Mestre che si sono aggiudicati importanti riconoscimenti nell’edizione 2013 del Premio Combat Prize, assegnati sabato 6 luglio a Livorno.

    Si tratta di Giovanni Sartori Braido (primo posto sezione Pittura), che espone attualmente nella collettiva “Yellowing of the Lunar Consciousness”; Elisa Strinna (primo posto sezione Scultura), selezionata per la collettiva con cui la Massimodeluca ha inaugurato lo scorso ottobre, “Ni Dieu Ni Maître”; Riccardo Giacconi, anch’esso tra i protagonisti di “Ni Dieu Ni Maître” ha invece ricevuto un riconoscimento speciale della Giuria nella sezione Video, mentre Graziano Folata, altro giovane artista che ha partecipato con le sue sculture alla collettiva inaugurale, si è aggiudicato la residenza a Belgrado. Infine il performer e video artist Nicola Ruben Montini, la cui personale “The Crisis and a Crisis in the Life of an Actess” ha segnato la primavera della Massimodeluca, è stato scelto per la residenza a Berlino.

    «I risultati che gli artisti che collaborano con noi hanno ricevuto al Premio Combat dimostrano come il lavoro che abbiamo fatto in questo primo anno di attività, anche grazie al prezioso contributo curatoriale di Andrea Bruciati, va nella giusta direzione – commenta Marina Bastianello, direttrice della Galleria Massimodeluca – la nostra missione è e continuerà a essere proprio quella di scoprire, selezionare e valorizzare l’opera dei migliori tra i numerosissimi giovani artisti che la scena italiana produce, dando loro la possibilità di esprimere potenzialità e talento».


    galleriamassimodeluca

  • Meco Ioni

    Chiedo l’istituzione di una commissione d’inchiesta che vigili sul corretto e limpido svolgimento delle selezioni.
    In seconda istanza chiedo, l’attribuzione di tutti i premi in palio all’ INTER.

  • Un po’ più di attenzione da parte di Andrea Bruciati non avrebbe guastato

  • andrea bruciati

    ti rigrazio Daniele per questo consiglio, che invece di manifestare pubblicamente, potevi rivolgermi di persona ieri sera

  • Ho letto ora la notizia con tutte le polemiche. Non mi pare di aver detto niente di irrispettoso, non trovi?
    Grazie per essere venuto ieri sera alla presentazione del catalogo.

  • andrea bruciati

    Solitamente mi piace che le persone che conosco personalmente, e da anni, siano aperte al confronto con me dicendomi con chiarezza ciò che pensano e non doverlo leggere il giorno dopo in rete…
    Questione di modalità: per qualcuno è importante per altri meno.
    Grazie a te dell’invito di ieri sera.

  • Abbiamo lavorato insieme e penso che tu mi conosca: non sono certo persona che si sottrae al confronto o ama dietrologie.
    Ti abbraccio.