Uno spazio per rifarsi gli occhi ed il palato. Nasce a Como Theoria, nuovo progetto che coniuga arte e food in un edificio storico. In anteprima le foto della mostra inaugurale

La prima mostra, Presenze in Theoria, apre i battenti mercoledì 12 Giugno in un suggestivo edificio del ‘400, la Casa del Vescovo (che il quasi cardinale usava anche come darsena), poco distante dal Duomo e dal lungo lago, nel cuore storico di Como. Poi, un fitto programma di esposizioni, pensate per sposarsi con la buona […]

Claudia Botta, Aterlizia reginae (bird of paradise)

La prima mostra, Presenze in Theoria, apre i battenti mercoledì 12 Giugno in un suggestivo edificio del ‘400, la Casa del Vescovo (che il quasi cardinale usava anche come darsena), poco distante dal Duomo e dal lungo lago, nel cuore storico di Como. Poi, un fitto programma di esposizioni, pensate per sposarsi con la buona cucina e la migliore filosofia dell’accoglienza: si chiama Theoria ed è un nuovo progetto tra arte, ospitalità ed enogastronomia.
Il miscuglio di stili artistici e architettonici che sfoggia la residenza è sosprendente, con l’arte contemporanea che era forse l’ultima grande assente. Almeno fino a oggi. Notevoli, fra i molti tesori custoditi, il soffitto a cassettoni della sala del tè e il medaglione in fase di restauro raffigurante una Madonna con bambino.
La mostra, una collettiva che coinvolge sei artiste donne, si dispiega lungo le sale e i corridoi. Tutte le opere sono site-specific, ma quella che tradisce un più vivo rapporto con lo spazio è l’installazione di Tamara Ferioli: una moltitudine di rametti fissata alle pareti e un disegno a matita su cui spiccano – come unica nota di colore – i capelli dell’artista, in omaggio a una performance di Marina Abramoviç. Fra le pittrici Paola Sala, con le sue donne minute e disinibite, personaggi naif che giocano coi capricci del voyeur. Più che godibili le foto di Claudia Botta, presso la sala Ponte Belvedere, spazio dedicato ai giovani: elementi artificiali, perturbanti quanto penetranti, si integrano con la struttura dei fiori ritratti, definendo geometrie ariose. Restando in ambito di fotografia, nel percorso incentrato sull’adolescenza della genovese Carla Iacono spiccano le Red Shoes – già dense di riferimenti narrativi – indossate da una giovane donna senza volto, che gioca a infilarsi nei panni della propria madre. Sparsi per l’edificio anche alcuni quadri di Irina Katchanova, che attualmente ha allestito qui il suo atelier.
E accanto all’arte, anche il food. Il ristorante di Cà del Vescovo consente di assaggiare i piatti curati dai giovani chef Fabio Pellachin e Pierre-André Grasser, mentre al pomeriggio si potrà scegliere fra una vasta selezione di tè.
Esperimento riuscito e da più punti di vista stimolante; ma attenzione, in qualche punto, all’effetto arredamento e alla fragilità di certe opere rispetto al sontuoso contesto.

– Lucia Grassiccia

www.theoriagallery.it

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Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.
  • Simone

    Posso dire che la location è davvero originale, elegante e confortevole.
    Ho avuto modo di visitare la galleria, e soffermarmi per il pranzo.
    Ottima cucina!
    L’originalità del posto “svaga la mente” e fa rilassare il corpo.
    Visitatela, almeno vi toglierete la curiosità di poter vedere un luogo diverso dai soliti!