Un’estate da brivido a Milano con la mostra su Alfred Hitchcock: settanta foto e una ricca videogallery, a Palazzo Reale, per raccontare la lunga parabola creativa a fianco della Universal. In anteprima le immagini dell’allestimento

Ultimi ritocchi di vernice nera sulle teste dei chiodi, gente che raddrizza cornici fischiando – non poteva essere altrimenti – la Marcia Funebre per una Marionetta di Gounod, cui resta associata a imperitura memoria la serie tv che ha portato il crimine in milioni di case in tutto il mondo. Là dove, assicurava il nostro […]

Psycho

Ultimi ritocchi di vernice nera sulle teste dei chiodi, gente che raddrizza cornici fischiando – non poteva essere altrimenti – la Marcia Funebre per una Marionetta di Gounod, cui resta associata a imperitura memoria la serie tv che ha portato il crimine in milioni di case in tutto il mondo. Là dove, assicurava il nostro eroe, “esso risiede”. Passeggiata in anteprima per le sale di Palazzo Reale, a Milano, dove tempo una manciata di ore e si alzerà il sipario sulla mostra che indaga il mondo lucido e insieme visionario di Alfred Hitchcock. Una settantina le immagini d’epoca, foto scattate sul set e nei backstage, decine gli schermi su cui sfilano spezzoni restaurati dei grandi capolavori del Maestro del Brivido. L’esposizione indaga gli anni del sodalizio con al Universal Picture, ancora ebbra della recente festa per il proprio centenario: da qui l’idea di ricordare la lunga parentesi che ha legato gli studios al regista inglese. Un sodalizio artistico cominciato nei primi Anni Quaranta e protrattosi fino al 1976, un rapporto che ha portato alla nascita di capolavori senza tempo, da Psycho a Gli Uccelli, passando per L’uomo che sapeva troppo e La finestra sul cortile. Essenziale ma al tempo stesso accurato l’allestimento, con le pareti ad accogliere tra inquiete silhouette massime, aneddoti, curiosità e aforismi. Nella fotogallery le impressioni dalla preview

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
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  • kinto

    La donna che sapeva troppo??? WHAAAATTT???

  • anna romanini

    Che delusione!!!! scritte piene zeppe di refusi,commenti scarni e risaputi,video con un audio talmente forte da disturbare l’ascolto di quello nella sala successiva…..8 euro sbattuti al vento. E questo sarebbe un omaggio al grande regista???

    • Stefan8

      sicura di sapere quello che dici?

  • Francesco

    …stavo quasi pensando di partire per Milano per questa mostra, ma a quanto vedo (e leggo) è una cosa, come al solito, fatta a cavolo. Certo che leggere certi errori… fa davvero rabbia! Inoltre la foto del “metafisico Bates Motel” è del 1985 dal set di Psycho III (non basta farla in bianco e nero per trasformarla in una foto del 1960!).
    Gus Van Sant Ha usato la casa originale nel remake?! Ma dove?!
    Mi risparmierò i soldi…

  • Andrea

    a me la mostra piacque molto e non ho notato le lamentele espresse da anna, forse anna hai visto un’altra mostra?