Trenta artisti al Serrone della Villa Reale, a Monza si apre la Biennale Giovani. Austria paese ospite di una quinta edizione che punta tutto sulla fotografia: gallery e video dall’inaugurazione

Nel corso degli anni ci sono passati Andrea Mastrovito e Michael Fliri, Alice Cattaneo e Moira Ricci. E poi ancora Giuseppe Veneziano e Meris Angioletti, Luca Pozzi, Ericailcane e Valerio Rocco Orlando. Tutta gente che il proprio percorso l’ha fatto e lo sta facendo con buona soddisfazione, sponsor involontari e ideali di un evento che […]

Monza, riprese al Serrone per la Biennale Giovani

Nel corso degli anni ci sono passati Andrea Mastrovito e Michael Fliri, Alice Cattaneo e Moira Ricci. E poi ancora Giuseppe Veneziano e Meris Angioletti, Luca Pozzi, Ericailcane e Valerio Rocco Orlando. Tutta gente che il proprio percorso l’ha fatto e lo sta facendo con buona soddisfazione, sponsor involontari e ideali di un evento che si rinnova in questi giorni per la sua quinta edizione. Si alza il sipario sulla Biennale Giovani di Monza, al Serrone della Villa Reale fino a fine luglio: cinque i curatori chiamati a selezionare un totale di trenta artisti, con finestra aperta sulla scena dell’Austria, paese ospite di questo 2013.

Tanta fotografia, come promesso da Daniele Astrologo Abadal, responsabile scientifico della rassegna: sguardo al passato per ferrotipi old style che Agnes Prammer sembra pescare da un laboratorio di inizio Novecento e per le vaporose fotoincisioni di Chiaralice Rizzi; taglio da report invece per Elisa Franceschi, che censisce inediti spazi per il gioco e per Nadia Pugliese, con un progetto che passa in rassegna il proliferare di bunker realizzati in Israele negli ultimi anni. C’è chi dipinge, come Francesco Irnem e chi disegna: lo fa seguendo suggestioni pop Moussa Kone, mentre Alessandra Maio va di suggestioni calligrafiche. Pochi video, meno installazioni, nessuna performance: il taglio è preciso e restringe il campo dei linguaggi sondati, condizione che da un lato garantisce omogeneità ed evita l’effetto bazar, ma dall’altro rischia forse di precludere strade interessanti.

– Francesco Sala


 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.