Riappare l’Italia Riciclata di Michelangelo Pistoletto. Dall’ultima Biennale di Architettura al Museo Omero di Ancona. Un’opera da “toccare”, acquisita in collezione

Vi ricordate l’Italia riciclata di Michelangelo Pistoletto, la grande sagoma di legno sormontata da materiali da recupero, adagiata sul prato del Giardino delle Vergini durante l’ultima edizione della Biennale di Architettura? L’idea del riciclo e del recupero per dare all’Italia un nuovo Rinascimento, al di là di ogni crisi, ha funzionato. E oggi l’opera, grazie […]

L'Italia riciclata alla Mole Vanvitelliana di Ancona

Vi ricordate l’Italia riciclata di Michelangelo Pistoletto, la grande sagoma di legno sormontata da materiali da recupero, adagiata sul prato del Giardino delle Vergini durante l’ultima edizione della Biennale di Architettura? L’idea del riciclo e del recupero per dare all’Italia un nuovo Rinascimento, al di là di ogni crisi, ha funzionato. E oggi l’opera, grazie anche alla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee, entra a far parte della collezione permanente del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, adattata per favorire una fruizione tattile da parte del pubblico. Una collaborazione nata proprio a Venezia, quando il maestro vide toccare la sua opera dal presidente del Museo Aldo Grassini.
L’iniziativa si colloca all’interno della V edizione della Biennale ArteInsieme – cultura e culture senza barriere, promossa dal Museo Omero, dal Liceo Artistico Edgardo Mannucci di Ancona, dall’Associazione Regionale Insegnanti Specializzati delle Marche: un progetto espositivo che raccoglie una selezione dei lavori realizzati dagli studenti che hanno lavorato sul tema del Terzo Paradiso, sviluppato negli ultimi anni dall’artista.

– Annalisa Filonzi

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Annalisa Filonzi
Dopo una laurea in Lettere classiche a Bologna, dal 2000 circa mi occupo di arte contemporanea: ho fatto l’assistente a un critico d’arte delle Marche, dove vivo, da cui ho imparato come non si deve curare una mostra e trattare gli artisti, tanti uffici stampa, cura di cataloghi ecc. ma posso anche vantarmi della cura di un’unica ma veramente importante mostra al Museo di Arte Moderna di Mosca nell’ottobre del 2008: VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica: quattro piani di videoinstallazioni che ancora mi sogno di notte! Attualmente per sopravvivere insegno (di ruolo) Lettere alle scuole superiori, ma non ho mai smesso di scrivere e seguire i miei interessi artistici che riguardano soprattutto i nuovi linguaggi dell’arte: video, fotografia, street art, contaminazioni varie. Recentemente ho scritto testi per alcune mostre a Roma (Teatro Palladium, nell’ambito di RomaEuropa Festival; Galleria Mara Coccia; Galleria AOCF58), collaboro con riviste online e cartacee, e propongo progetti con minime speranze di essere realizzati.
  • graziella mastrogiacomo

    che belle le etichette specchianti di Pistoletto! a Anche a me piacerebbe comporre etichette, ma io non sono Pistoletto, chi le vorrebbe?