Questa si chiama arte democratica: perfetti sconosciuti al fianco di big come El Anatsui, Auerbach, Katz. È la Summer Exhibition della Royal Academy di Londra, ecco le foto dell’opening…

Forse non tutti sanno che uno dei principi fondamentali che regolamenta lo statuto della celebre istituzione è organizzare annualmente la famosa summer exhibition,  e dalla sua istituzione non è saltato nemmeno un anno, nemmeno in tempi di guerra. L’avrete capito, l’istituzione di cui si parla è la Royal Academy of Arts di Londra, e la […]

Forse non tutti sanno che uno dei principi fondamentali che regolamenta lo statuto della celebre istituzione è organizzare annualmente la famosa summer exhibition,  e dalla sua istituzione non è saltato nemmeno un anno, nemmeno in tempi di guerra. L’avrete capito, l’istituzione di cui si parla è la Royal Academy of Arts di Londra, e la Summer Exhibition arriva quest’anno alla sua 245 edizione. A coordinare e curare la mostra di quest’anno sono i due membri della Royal Academy Norman Ackroyd e l’architetto Eva Jiricna. Novecento le opere selezionate sulle 12mila arrivate, quasi tutte in vendita. I risultati della vendita hanno da sempre lo scopo di finanziare i training dei giovani artisti della Royal Academy schools, e sorprenderà vedere la spontaneità della convivenza di opere di giovani artisti emergenti accanto a quelle dei grandi maestri.
Il prestigioso premio di oltre 25mila sterline Charles Wollaston Award quest’anno  è andato al consolidato artista africano El Anatsui, che cala i suoi sipari dal gusto bizantino sulle facciate più belle del mondo: ricordiamo – giusto per citarne uno – Palazzo Fortuny qualche anno fa. Per Burlington House si è servito ancora una volta di metalli tratti da vari oggetti di recupero. Pochi i centimetri quadrati delle pareti rimasti liberi. La scelta dell’allestimento nelle sale è tematico ed estremamente raffinato: notti insonni, racconta Ackroyd, per cercare la soluzione perfetta e far dialogare al meglio le opere senza essere scontati.
Un’intera sala è dedicata al ritratto con i nuovi lavori di Frank Auerbach, Tom Philips, Michael Craig-Martin e Alex Katz, tra le sculture non può che farsi notare l’opera imponente di Anthony Caro e ancora un’ampia sezione dedicata all’architettura e poi le stampe, la fotografia e a chiudere la mostra la meravigliosa sala monografica dedicata alla serie delle 6 grandi tappezzerie The Vanity of Small Differences dell’artista Grayson Perry, un compendio perfetto di estetica e etica con una lente puntata negli interni e negli strani equilibri delle diverse classi sociali. Tutto da vedere nell’ampia fotogallery…

– Barbara Martorelli

www.royalacademy.org.uk

  • Mi pare il perfetto esempio del pragmatismo inglese, reale, vantaggioso…

    Altro che mostrine per amici e conoscenti…

    Chissà se esterofili come siamo impareremo qualcosa…