Paladino omaggia Niemeyer. A Ravello la grande mostra che celebra l’incontro fra i due grandi personaggi, ecco la fotogallery dall’opening…

“Un viaggio fra matematica, musica e sogno”. Poche parole, del curatore Flavio Arensi, sufficienti a tratteggiare l’incontro che caratterizza l’estate di uno dei luoghi italiani che da sempre scommette sull’incrocio fra attrattiva paesaggistica e turistica ed offerta artistico-culturale. Il luogo è Ravello, in particolare i suggestivi spazi di Villa Ruffolo (Giardini e Cappella), e l’incontro […]

Un viaggio fra matematica, musica e sogno”. Poche parole, del curatore Flavio Arensi, sufficienti a tratteggiare l’incontro che caratterizza l’estate di uno dei luoghi italiani che da sempre scommette sull’incrocio fra attrattiva paesaggistica e turistica ed offerta artistico-culturale. Il luogo è Ravello, in particolare i suggestivi spazi di Villa Ruffolo (Giardini e Cappella), e l’incontro è quello che vi si celebra fra Oscar Niemeyer – il grande architetto brasiliano recentemente scomparso a 104 anni, autore dell’Auditorium di Ravello – e Mimmo Paladino (Paduli, 1948), protagonista della mostra che presenta sessanta opere scultoree, tra cui l’imponente installazione dei venti Testimoni scelta per dialogare con l’architettura di Niemeyer. Promossa nell’ambito del Ravello Festival, l’esposizione resterà visibile fino al 31 ottobre: qui intanto una selezione di suggestive immagini dell’opening…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • primo

    Mi sembra che abbiate fatto un po’ di confusione. L’omaggio a Nimeyer non è di Paladino http://www.ravellofestival.com/comunicati_it2.php?subaction=showfull&id=1372296176&archive&start_from&ucat=1%2C3&

    Bellissime comunque le statue che ho visto e molto bella anche la mostra “Un secolo di curve eleganti” all’interno

  • Angelov

    Paladino è un artista molto anomalo: pittore più che scultore, a volte rasenta l’oscurantismo culturale con le sue creazioni, che sembrano essere arte volutamente etnica; ma in altre occasioni, come appunto queste sculture visibili nelle foto, i suoi lavori toccano il Sublime, riuscendo felicemente a pareggiare i conti.

    • Savino Marseglia

      “pareggiare i conti” ?
      Qualsiasi giudizio su un artista è arbitrario, datato, in quanto si installa in questo anomalo, perverso, cristallizzato periodo socioculturale che le ha suggerito sia i canoni di riferimento sia le categorie di analisi…

      • Angelov

        Si, forse…non saprei…
        La mia è una opinione personale: implicitamente appunto opinabile.
        Te la do per buona.