New York – Shanghai, la linea diretta dell’arte globale. Parola di Hugo Boss, che lancia al Rockbund Art Museum il nuovo Asia Art Award

Il futuro Guggenheim mondiale? Sarà il Rockbund Art Museum di Shanghai. Questo almeno seguendo il trend tracciato da qualcuno che conta, come Hugo Boss: l’azienda tedesca del lusso che non contenta di organizzare fin dal 1996 uno dei premi d’arte più ambìti del globo, assieme appunto al prestigioso museo newyorkese, ha deciso di fare un […]

Il Rockbund Art Museum di Shanghai

Il futuro Guggenheim mondiale? Sarà il Rockbund Art Museum di Shanghai. Questo almeno seguendo il trend tracciato da qualcuno che conta, come Hugo Boss: l’azienda tedesca del lusso che non contenta di organizzare fin dal 1996 uno dei premi d’arte più ambìti del globo, assieme appunto al prestigioso museo newyorkese, ha deciso di fare un nuovo passo in avanti, e com’è ovvio ha guardato alla Cina.
Sarà infatti l’istituzione di Shanghai a far da referente del nuovo Hugo Boss Asia Art Award, premio biennale che si concentrerà sull’arte contemporanea in Asia, con particolare attenzione a Cina, Taiwan, Hong Kong e Macao. Una giuria internazionale, che schiera nomi come quelli di Yuko Hasegawa, Hou Hanru e Jochen Volz – soll per citare qualcuno – assegnerà un riconoscimento di 300mila yuan, corrispondenti a 48mila dollari. E la prima edizione ha già scelto i suoi finalisti, che sono Birdhead (Shanghai), Hsu Chiawei (Taipei), Hu Xiangqian (Beijing), Kwan Sheung Chi (Hong Kong), Lee Kit (Hong Kong, Taipei), Li Liao (Shenzhen), Li Wei (Beijing).
I finalisti presenteranno le loro opere a metà settembre al Rockbund Art Museum, con una mostra collettiva in occasione della quale sarà annunciato il vincitore.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.