Maquillage en plein air per il Napoleone di Brera, al via i restauri nel laboratorio temporaneo disegnato da Mario Bellini. Un anno di lavoro da 220mila euro foraggiato da Bank of America Merrill Lynch

Dopo centocinquant’anni e rotti in cima al suo piedistallo è arrivato, finalmente, il tempo di scendere. Una breve pausa per il Napoleone Bonaparte come Marte Vincitore fuso dai fratelli Righetti nel 1811, copia dell’originale in marmo di Antonio Canova, piazzato nel 1859 al centro del cortile di Brera. E da allora severo, mastodontico e impassibile […]

La statua di Napoleone

Dopo centocinquant’anni e rotti in cima al suo piedistallo è arrivato, finalmente, il tempo di scendere. Una breve pausa per il Napoleone Bonaparte come Marte Vincitore fuso dai fratelli Righetti nel 1811, copia dell’originale in marmo di Antonio Canova, piazzato nel 1859 al centro del cortile di Brera. E da allora severo, mastodontico e impassibile spettatore dell’umanità varia e disparata che si agita tra le aule dell’accademia.
Il colosso ha bisogno di rifarsi il trucco, considerata la patina di agenti inquinanti che vizia la superficie bronzea; ma soprattutto deve trovare un sistema efficace per non sentirsi tremare la terra sotto i piedi. Preoccupa lo stato di salute del collarino in marmo su cui poggia la statua, minato da crepe e primi distacchi di materiali: il peso degli anni comincia a farsi sentire, da qui la necessità di rimuovere dal suo posto la statua e vedere cosa c’è sotto. Operazione lunga e complessa – un anno circa la durata prevista dell’intervento; operazione che, come da tempo accade in quel di Brera, diventa occasione per mettere in mostra insieme all’opera anche le fasi del suo restauro. È firmato da Mario Bellini il laboratorio temporaneo da collocare ai piedi della statua, piccolo padiglione vetrato che permetterà a visitatori e curiosi di assistere a tutte le fasi dell’intervento. In questi giorni l’ingabbiamento del Napoleone con un ponteggio destinato a rimanere in loco tre mesi, poi le complesse operazioni di rimozione, con il bronzo adagiato per i successivi sei mesi nella struttura di Bellini. Costo della faccenda stimato attorno ai 220mila euro: sostanziale a proposito l’intervento di Bank of America Merrill Lynch.

Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.