Lo Strillone: su L’Unità ecco come l’Italia spreca i fondi europei per la cultura. E poi nuovi restauri a Pompei, il direttore degli Uffizi se la prende con il MiBAC, le contraddizioni del contemporaneo con lo “speculatore” Hirst…

Mani nei capelli per L’Unità: inchiesta a margine di un think tank nell’avamposto romano del Parlamento Europeo, con i numeri impietosi che in chiodano l’Italia alle sue responsabilità. Per il periodo 2007-2013 Bruxelles ci ha dato 800milioni di euro da spendere in cultura: ne abbiamo investita appena la metà. Parte a Pompei: Quotidiano Nazionale annuncia […]

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Mani nei capelli per L’Unità: inchiesta a margine di un think tank nell’avamposto romano del Parlamento Europeo, con i numeri impietosi che in chiodano l’Italia alle sue responsabilità. Per il periodo 2007-2013 Bruxelles ci ha dato 800milioni di euro da spendere in cultura: ne abbiamo investita appena la metà. Parte a Pompei: Quotidiano Nazionale annuncia la riapertura, dopo il restauro, della Casa degli Amorini Dorati.

Il direttore degli Uffizi Antonio Natali si sfoga su La Repubblica, dopo al circolare che impone la rotazione dei direttori dei musei pubblici, con missioni a termine per scongiurare i monopoli.

A tutta pagina su Libero i fotografi della Magnum al Forte di Bard, una breve su Il Fatto Quotidiano per Alfred Hitchcock, da oggi a Milano nella cornice di Palazzo Reale. Sul tema arriva anche Avvenire, per un gioco delle coppie che mette a confronto la mostra sul maestro del brivido con quella che a Torino celebra Martin Scorsese.

La polemica innescata dal New York Times sulle speculazioni attorno ai “pallini” di Damien Hirst approda anche sulle pagine di Panorama, dove c’è spazio pure per la lezione di Vittorio Sgarbi attorno al Sassoferrato in mostra – con Perugino e Raffaello –a Perugia. Su L’Espresso carrellata in forma di vademecum per le mostre da vedere durante le vacanze. Mariko Mori racconta i suoi progetti futuri a Sette, la nuova vita del MADRE tiene banco su Il Venerdì

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.