La piazza, come “Un luogo aperto”. A San Gimignano una mostra mette insieme artisti storici ed emergenti, per parlare di politica e di comunità. Da Nari Ward a Regina José Galindo, passando per Mario Giacomelli

Ouverture affidata a Gianfranco Baruchello, che rilegge un testo di Antonio Gramsci scritto per il Congresso livornese del Partito Socialista, nel 1921: struttura lessicale originaria modificata, sfilando via articoli, ausiliari, preposizioni. Una disarticolazione che avviene a livello delle congiunzioni, dei segni di collegamento tra parole e periodi, così da interrompere – metaforicamente e concretamente – […]

Massimo Ricciardo, C-red carpet, still da video, 2013

Ouverture affidata a Gianfranco Baruchello, che rilegge un testo di Antonio Gramsci scritto per il Congresso livornese del Partito Socialista, nel 1921: struttura lessicale originaria modificata, sfilando via articoli, ausiliari, preposizioni. Una disarticolazione che avviene a livello delle congiunzioni, dei segni di collegamento tra parole e periodi, così da interrompere – metaforicamente e concretamente – logica testuale, dialogo interpersonale, possibilità di comprensione e comunicazione. Un lavoro sul senso della distanza, a partire da un pensiero – quello politico e, nello specifico, comunista – che nell’idea di comunità si fonda.
Siamo a San Gimignano, negli spazi della galleria d’Arte Moderna e Contemporanea R. De Grada. Qui, il 29 giugno, si inaugura Un luogo aperto, in occasione dell’evento “Nottilucente”. Al centro il tema della Costituzione Italiana, con annesse questioni complesse come quelle dei diritti, della pacificazione sociale, della legalità.
E poi la realtà della protesta, gli scontri di piazza, le assemblee, i movimenti, le lotte per il bene comune, lo spazio dell’agorà come luogo politico per eccellenza. In mostra opere dagli anni Settanta a oggi, con nomi di artisti affermati ed emergenti, italiani ed internazionali. Così, se Tacita Dean, Emma Ciceri, Serena Fineschi e Giovanni Ozzola lavorano sull’aspetto architettonico della piazza, spazio in cui trovano posto il monumento, la materia costruttiva, il nucleo abitativo, così come il transito delle persone, le loro azioni, tracce, presenze, Adrian Paci produce un video in cui è egli stesso a cimentarsi con un’azione simbolica:  una sedia in mano, collocata in uno spazio pubblico, e di seguito un rito collettivo, con 24 sedie in circolo e una comunità di persone, temporanea, intima, autentica.

Massimo Ricciardo, C-red carpet, still da video, 2013
Massimo Ricciardo, C-red carpet, still da video, 2013

E ancora Massimo Ricciardo, con il suo tappeto nomade, fatto di tessuti barattati con persone sconosciute, durante un viaggio in Cina; la camminata sofferta di Regina José Galindo, dalla Corte de Costitucionalidad al Palacio Nacional de Guatemala,  con i piedi impregnati di sangue umano, come protesta contro la candidatura alla Presidenza dell’ex militare, genocida e golpista Efrain Rios. E tra tanti affermati mid career, anche nomi che arrivano dal passato. Come Mario Giacomelli, qui con una delle sue opere più note, i girotondi dei pretini come candidi dervishi, scritture circolari di segni neri su distese bianche; o come Ufo e Bread&Puppet, movimenti attivi negli anni Settanta, associati all’idea di utopia, di cambiamento, di partecipazione culturale per il miglioramento della società.
Quanto di tutto questo torna a rivivere ora? Quali piazze, quali società, quali comunità – valoriali, culturali, identitarie, politiche o estetiche – stiamo attraversando? Domanda essenziale, a cui “Un luogo aperto” prova ad offrire un po’ di suggestioni. A cura di a cura di Associazione Culture Attive, in corso fino al prossimo 1 ottobre.

– Helga Marsala

“Un luogo aperto”
opening: 29 giugno 2013, ore 17 – apertura straordinaria fino alle ore 0.00
fino al 1 ottobre 2013
orari: 11-17.30
info: 0577 940348

www.facebook.com/Nottilucente?ref=hl

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.