Inedite geografie di arte contemporanea per Resò. Un collettivo indiano, una coppia dal Cairo e un’artista colombiana, in residenza in Piemonte, incontrano gli studenti dell’Accademia Albertina di Torino

Ospitalità, formazione per artisti stranieri, ma soprattutto arricchimento culturale anche per gli studenti d’arte attivi sul territorio. L’occasione è data dalla contemporanea presenza in Piemonte degli artisti selezionati per la terza edizione di Resò, il progetto di residenze della Fondazione per l’Arte CRT: Luisa Ungar, colombiana in residenza a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, gli indiani […]

Ospitalità, formazione per artisti stranieri, ma soprattutto arricchimento culturale anche per gli studenti d’arte attivi sul territorio. L’occasione è data dalla contemporanea presenza in Piemonte degli artisti selezionati per la terza edizione di Resò, il progetto di residenze della Fondazione per l’Arte CRT: Luisa Ungar, colombiana in residenza a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, gli indiani del Frameworks Collective, ora al PAV, e di Malak Helmy e Nida Ghouse, che stanno lavorando alla Fondazione Spinola Banna. Giovedì 13 giugno alle ore 17 nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Torino s’incontreranno con gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti, nell’ambito di un seminario organizzato dal Castello di Rivoli e dall’Albertina, coordinato da Massimo Melotti e Teresa Roberto.  Una preziosa opportunità di scambio di vedute con artisti con una significativa esperienza espositiva, e provenienti da paesi nei quali le politiche culturali rivolte al contemporaneo e all’innovazione si stanno affermando sulla scena internazionale.
Quali sono i loro progetti in cantiere? Malak Helmy e Nida Ghouse, selezionate da Townhouse Gallery del Cairo, porteranno avanti il concept Emotional Architecture, iniziato nella metropoli egiziana nell’estate del 2012: un’indagine sulla collaborazione, sia all’interno del contesto artistico, sia in un senso più vasto che riflette sulla nozione di lavoro. Gli indiani del Frameworks Collective, selezionati dalla Khoj-International Artist Association di New Delhi, continueranno la loro riflessione su comunità di “riorganizzazione ecologica” al PAV di Torino, spazio ecologico urbano per eccellenza, ricavato all’interno di un’area industriale. La colombiana Luisa Ungar, selezionata da Lugar a Dudas della città di Calì, lavorerà a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto di Biella, con un esercizio artistico da lei concepito, “la visita guidata”, che declinerà al suo punto di vista di turista e straniera. L’interazione con il territorio e le comunità, lo studio di archivi formali e informali, saranno le basi per la costruzione di un discorso apparentemente istituzionale, in realtà una finzione che intensifica certe problematiche legate a codici transculturali.

– Claudia Giraud

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