Il Cristo velato e La sposa madre. A Napoli la Cappella Sansevero si apre per la prima volta all’arte contemporanea: ecco le immagini dell’installazione video-luminosa di Roxy in the Box

Facendo le dovute proporzioni, è un po’ come quando al Louvre cadde il tabù di esporre artisti viventi, o quando la Reggia di Versailles iniziò a programmare mostre di grandi creativi di oggi (a brevissimo toccherà a Giuseppe Penone). Eventi a loro modo epocali, paradigmi di modalità di fruizione del patrimonio che si evolvono con […]

Facendo le dovute proporzioni, è un po’ come quando al Louvre cadde il tabù di esporre artisti viventi, o quando la Reggia di Versailles iniziò a programmare mostre di grandi creativi di oggi (a brevissimo toccherà a Giuseppe Penone). Eventi a loro modo epocali, paradigmi di modalità di fruizione del patrimonio che si evolvono con le mutate temperie della società. Ora è la famosissima Cappella Sansevero, tempio del Barocco napoletano, ad aprirsi all’arte contemporanea: quel luogo sacro e sacrale che custodisce – assieme ad altre opere – il mitico Cristo velato, capolavoro di Giuseppe Sanmartino che ha fatto versare fiumi di inchiostro a studiosi, a volte anche troppo fantasiosi.
Ad abbattere il “muro” sull’attualità ci pensa la performer napoletana Roxy in the Box: è lei a presentare – nella navata a pochi passi dalla scultura – l’installazione video-luminosa dal titolo La sposa madre: “Nella città che con Pergolesi ha consegnato alla musica il più bello Stabat Mater della storia – si legge nel testo critico di Anita Pepe -, e generazioni di braccia piene di dignità, Roxy in the Box firma un’installazione luminosa, ove Pietà e Passione si incontrano in quell’unico luogo sacro chiamato dolore”. L’inaugurazione oggi, 4 giugno: sarà possibile vedere l’intervento fino al 9 giugno, ma intanto arriva la puntualissima fotogallery…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Marco

    Qualcosa di imbarazzante. Il paragone con penone e’ un eufemisfmo suppongo..

  • silviab

    questa monnezza farà scappare i turisti..

  • Marco Saccomani

    Inizialmente imbarazzante, poi irritante. Ho chiesto di poter tornare a vedere la cappella a fine esposizione.

  • Giulia

    Una “tamarrata” che deturpa l’emozione imparagonabile delle sculture. Insopportabile il fastidio acustico, Inguardabili gli elementi “moderni” utilizzati.

  • Paola Negro

    Purtroppo la madre non mi ha ispirato dignità e dolore… mi aspettavo invece, con imbarazzo, che da un momento all’altro comparisse la pubblicità sullo schermo… siamo troppo abituati a cambiare canale o a spegnere e qui non era possibile!
    Insomma un contrasto di emozioni, rispetto alla delicatezza e alla leggerezza della scultura, che mi ha infastidito invece di incuriosire.