Dalla scienza all’arte, gli ambienti elettrici di Josè Angelino. L’artista siciliano vince la prima edizione del Premio per le Arti Visive targato Fondazione Toti Scialoja

Un premio per la poesia e uno per le arti visive, in memoria di Toti Scialoja, pittore, poeta, autore di fiabe e filastrocche, tra le figure più singolari della scena creativa romana del secondo Novecento, scomparso nel 1998 all’età di 84 anni. Con queste due iniziative, dedicate agli artisti e gli scrittori delle nuove generazioni, […]

Josè Angelino, Senza titolo, 2013, vetro, acciaio, gas argon

Un premio per la poesia e uno per le arti visive, in memoria di Toti Scialoja, pittore, poeta, autore di fiabe e filastrocche, tra le figure più singolari della scena creativa romana del secondo Novecento, scomparso nel 1998 all’età di 84 anni.
Con queste due iniziative, dedicate agli artisti e gli scrittori delle nuove generazioni, la Fondazione Toti Scialoja, costituita il 19 maggio 2000 per volontà testamentaria di Gabriella Drudi, porta avanti l’amore per la cultura di questo grande personaggio, che nell’arte trovò una dimensione espressiva d’eccellenza, cavalcando soprattutto le suggestioni rivoluzionarie dell’informale e dell’espressionismo astratto.
Prima edizione per il premio con cadenza biennale rivolto agli artisti visivi: su indicazione di Nunzio Di Stefano e di Gianni Dessì, il riconoscimento è stato assegnato all’unanimità a Josè Angelino,per l’originalità e la complessità della sua ricerca tesa ad estendere i confini della percezione”. Ragusano, classe ’77, Angelino ha una formazione di ambito scientifico, con una laurea in fisica presso La Sapienza di Roma e una tesi sulla codificazione di stimoli visivi svolta da una rete neurale; e proprio nell’innesto tra dimensione estetico-percettiva e funzionamento dei meccanismi fisici e organici, nasce la sua ricerca: “Partendo dalla costruzione  di ambienti sottovuoto in cui avviene una scarica elettrica, ne modifico lo spazio interno, servendomi di ostacoli e barriere. In tal modo viene alterato il comportamento naturale della scarica, inducendo il sistema a trovare nuove configurazioni compatibili, secondo traiettorie e percorsi più articolati, realizzando uno strumento di indagine sulla sottile e al contempo indefinita linea di confine tra spazio e luce. Lo scorso febbraio Angelino, insieme a Leonardo Petrucci ed Alessandro Vizzini – tutti e tre attivi a Roma negli studi del Pastifico Cerere – esponeva alla Temple University, per un progetto costruito intorno all’esplorazione di fenomeni fisici, geometrie luminose, codici matematici ed esperimenti alchemici.

www.fondazionetotiscialoja.it