Da Londra le prime immagini del Serpentine Pavillon 2013, progettato dal giapponese Sou Fujimoto. Un po’ nuvola, un po’ foresta, un po’ nido…

Un padiglione da 350 mq, leggerissimo, delicato ed etereo, come solo un giapponese è capace di fare. Ispirato alle strutture organiche dei Kensington Gardens, e alla geometria naturale delle chiome degli alberi: insieme una nuvola, una foresta, un nido. È pronto per l’inaugurazione – che si terrà sabato 8 giugno, visitabile fino al 20 ottobre […]

Serpentine Gallery Pavilion 2013_3 Designed by Sou Fujimoto © Sou Fujimoto Architects Image © 2013 Iwan Baan

Un padiglione da 350 mq, leggerissimo, delicato ed etereo, come solo un giapponese è capace di fare. Ispirato alle strutture organiche dei Kensington Gardens, e alla geometria naturale delle chiome degli alberi: insieme una nuvola, una foresta, un nido. È pronto per l’inaugurazione – che si terrà sabato 8 giugno, visitabile fino al 20 ottobre – il nuovo Serpentine Pavillon 2013, progettato dal Sou Fujimoto, architetto 41enne, considerato tra le più affascinanti firme del panorama architettonico mondiale, terzo giapponese ad accettare il prestigioso invito (prima di lui, Toyo Ito nel 2002 e SANAA nel 2009), nonché il più giovane mai chiamato a confrontarsi col tema.
Un luogo quasi incorporeo, che incoraggia l’interazione tra le persone e il giardino, e che, allo stesso tempo, risulta permeabile in modo da non ostacolare la visione prospettica dell’intorno. Il centro focale di una composizione scultorea, a metà tra il naturale e l’artificiale. Composto da un fittissimo graticciato di pali d’acciaio da 20 mm, con inserti circolari integrati in plexiglass  simili a vassoi o a ombrelli, la scatola trasmette quasi la voglia di essere scalata, arrampicata, fruita in un modo più ludico rispetto agli anni precedenti: il padiglione infatti si dissolve, per lasciar spazio ad un’architettura presente ma silenziosa. In un omaggio al bianco, il non-colore più amato dalla scuola nipponica, Sou Fujimoto, dà qui prova di saper tener testa a chi, prima di lui, l’ha preceduto: uno scrigno dinamico, fortemente tridimensionale, flessibile, leggero, prezioso che destruttura una forma e insegue una funzione. Cloud-like.

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.