Biennale Updates: la mensa Caritas all’Arsenale cresce grazie a design e gastronomia di qualità. E adesso ospiti pronti per una visita a Gioni…

“Sono stato particolarmente colpito dalla serenità dei volti che mi hanno accolto“. Serenità? Sicuri che si parli di qualcosa che abbia a che fare con la Biennale? Perché in questi frenetici e stressati giorni, di serenità se ne è vista davvero poca: e invece il Ministro per i Beni Culturali Massimo Bray – sono sue […]

Sono stato particolarmente colpito dalla serenità dei volti che mi hanno accolto“. Serenità? Sicuri che si parli di qualcosa che abbia a che fare con la Biennale? Perché in questi frenetici e stressati giorni, di serenità se ne è vista davvero poca: e invece il Ministro per i Beni Culturali Massimo Bray – sono sue le parole sopra – l’ha trovata alla Mensa di San Martino, refettorio e dormitorio della Caritas di Campo della Tana, proprio di fronte all’ingresso dell’Arsenale. Occasione? Il progetto socioculturale “Tana liberi Tutti”, concepito per i giorni della vernice: che ha visto lo spazio ristrutturato dagli stessi ospiti con la supervisione dello studio di design Public – vedi la fotogallery -, per poi ospitare una programmazione all’insegna del design, della fotografia, della scrittura e della sperimentazione culinaria, complice Slow Food. Una mensa popolare, trasformata per una settimana in ricercato locale per gourmet, con lo chef Galdino Zara a preparare prelibatezze per gli abituali ospiti della mensa Caritas più qualche invitato. Un workshop di design è stato curato da Canedicoda e da Andrea Magnani, che assieme ai frequentatori del centro hanno realizzato le sedute con pezzi di legno recuperati nei magazzini della Biennale e in depositi, ma anche rinvenuti dal mare; assieme allo Studio Bartoletti e Cicognani hanno contribuito al rinnovo degli spazi interni, tra cui la Cappella, ed esterni.
Tutto è nato per caso – ci racconta Andrea Montesi di Studio Public, ideatore del progetto, che vede anche DROME magazine tra gli organizzatori -: entrai per caso nella mensa, e scoprii che la Biennale, così vicina, a pochi metri da qui, veniva vissuta dai frequentatori della mensa come una meteora, con distacco, quasi con fastidio. C’era un forte contrasto fra l’atmosfera dimessa di qui e l’aura creativa della rassegna, e allora ho pensato: perché non far dialogare i due mondi? Ho portato le suore che gestiscono i servizi a visitare la biennale, ed ho trovato entusiasmo in tutti: per queste persone è un vero evento, un motivo di crescita“. E non sono certo mancati gli ospiti illustri, dal citato ministro Bray alla stilista Agatha Ruiz De La Prada, da Ali Kazma, l’artista del Padiglione della Turchia alla Biennale, al gallerista Kamel Mennour, per fare qualche esempio. Il clou? Domenica 2 giugno, con la visita guidata degli ospiti del dormitorio alla Biennale Arte

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Angelov

    Finalmente qualcosa di nuovo, che dribbla l’horror, che tutti hanno oggi, del “non apparire” e del “non esserci”…