Biennale Updates: 100 anni di rumore. Noise ricorda “L’Arte dei Rumori” di Luigi Russolo, fra interferenze sonore e derivati

Hanno una cosa in comune: l’errore. Che può essere tanto l’interferenza nel suono quanto quello procurato dai bugs informatici, che tanto fanno dannare l’anima se non si è dei nerd provetti. Si tratta della mostra Noise, evento collaterale ufficiale della 55. Biennale di Venezia, curata da Bruno Barsanti e Alessandro Carrer, che si è inaugurata […]

Hanno una cosa in comune: l’errore. Che può essere tanto l’interferenza nel suono quanto quello procurato dai bugs informatici, che tanto fanno dannare l’anima se non si è dei nerd provetti. Si tratta della mostra Noise, evento collaterale ufficiale della 55. Biennale di Venezia, curata da Bruno Barsanti e Alessandro Carrer, che si è inaugurata nei giorni della vernice veneziana presso la rinnovata sede degli Ex Magazzini di San Cassian, in calle della Regina, dove resterà fino al 20 ottobre. Nel centenario della pubblicazione de L’Arte dei Rumori del futurista Luigi Russolo, la mostra propone una riflessione sul rumore quale elemento portante di ogni processo artistico e comunicativo, con la partecipazione degli artisti Anne-James Chaton, Pascal Dombis, Piero Gilardi, Lab[au], Joseph Nechvatal, Carsten Nicolai, Roberto Pugliese, Francesco Quarta Colosso, Pablo Rasgado, Andrea Rossi Andrea Ground Plane Antenna.

Ma tornando a parlare di errori Joseph Nechvatal se li è andati proprio a cercare, creandoli con un software ideato da lui stesso, con il risultato di distruggere l’immagine appena creata. Carsten Nicolai ha, invece, tradotto i movimenti degli spettatori in sala in impulsi luminosi provenienti da due comuni televisori capovolti. Anne-James Chaton ha realizzato dei ritratti formati da un elenco ininterrotto di oggetti appartenuti ad amici e conoscenti, come una sorta di visualizzazione del rumore dell’informazione. E poi l’installazione sonora di Roberto Pugliese, un totem di terminazioni nervose, costituito da una quarantina di speaker, collegati ad un amplificatore, da cui provengono diverse intensità di suono: una vera e propria composizione musicale creata a partire dalle misurazioni di spazio e luce di un dato ambiente. Ecco immagini e video…

– Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
  • andrea bruciati

    occasione sprecata

    • parole al vento4

      concordo. Di rumore ne faceva ben poco