Battiato in concerto, Verdi all’opera, Ceccobelli in mostra. È all’insegna della creatività il “Verano Italiano” al via a Buenos Aires

Sono sempre stati forti, i rapporti fra Italia e Argentina, sanciti nel Novecento dalla fortissima emigrazione in partenza dal Belpaese verso il Sudamerica. Ma di certo la novità di un Papa argentino, se non li ha incrementati, di certo ha alzato il livello di attenzione, su questi rapporti. In questo contesto si inserisce la rassegna […]

Sono sempre stati forti, i rapporti fra Italia e Argentina, sanciti nel Novecento dalla fortissima emigrazione in partenza dal Belpaese verso il Sudamerica. Ma di certo la novità di un Papa argentino, se non li ha incrementati, di certo ha alzato il livello di attenzione, su questi rapporti. In questo contesto si inserisce la rassegna Verano Italiano, che per buona parte dell’estate a Buenos Aires mette al centro dell’attenzione fotografia, teatro, musica, arte, opera e cucina di pura origina italiana, con la benedizione del Ministro de Cultura de la Ciudad de Buenos Aires e dell’Ambasciata Italiana della capitale.
Nel ricco e variegato programma, anche concerto di Franco Battiato – “liberato” dagli impegni istituzionali siciliani – nell’auditorium di Usina, e diversi appuntamenti con l’opera, dal Trovatore di Giuseppe Verdi ai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. E non mancano le arti, a celebrare il “gemellaggio”: come con la mostra Heroes de Eros, di Bruno Ceccobelli, incentrata sul concetto dell’eros in tutte le sue sfaccettature e chiavi di lettura ed arricchita da un catologo con testi di Daniele Crippa ed Arturo Schwarz. Cento dipinti che da Buenos Aires, dove sono esposti al Centro Culturala Usina del Arte, partiranno alla volta di un tour argentino per poi arrivare in mostra in Cile ed in Perù, prima di tornare alla volta di Portofino.

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.