Basel Updates: i trionfi veneziani pagano? Bene ad Art Basel il mercato di Camille Henrot, Sarah Sze, Valentin Carron, Mark Manders. Mentre Rudolf Stingel fa sorridere de Carlo…

Sul numero appena uscito di Artribune Magazine Santa Nastro analizza l’influsso dell’assegnazione di un Leone d’Oro – o d’argento – alla Biennale di Venezia per il mercato dell’artista vincitore, concludendo che grandi stravolgimenti dei trend normalmente non si registrano. Ora la fiera Art Basel fornisce alcuni riscontri “sul campo”, e pare che siano di segno […]

Camille Henrot - Overlapping Figures, venduta alla Galerie Kamel Mennour

Sul numero appena uscito di Artribune Magazine Santa Nastro analizza l’influsso dell’assegnazione di un Leone d’Oro – o d’argento – alla Biennale di Venezia per il mercato dell’artista vincitore, concludendo che grandi stravolgimenti dei trend normalmente non si registrano. Ora la fiera Art Basel fornisce alcuni riscontri “sul campo”, e pare che siano di segno opposto, anche se poi sarà il tempo a decidere se si tratterà di variazioni strutturali.
Fatto sta che molti degli artisti trionfatori alla Biennale appena aperta – e anche altri comunque protagonisti dei primi commenti – si distinguono anche nelle vendite a Basilea. È così per il Leone d’Argento Camille Henrot, della quale la Galerie Kamel Mennour ha venduto Overlapping Figures, una coppia di sculture in bronzo, gesso e legno, per 24mila euro ciascuna, e sei copie del video Grosse Fatigue per un prezzo fra i 30mila e i 50mila euro.
Ottimi risultati anche per Sarah Sze, rappresentante degli USA nel padiglione nazionale, che alla galleria Victoria Miro ha visto la sua scultura Pile Standing (Cairn) venduta per 32mila dollari, così come per Valentin Carron (Padiglione Svizzera) con l’opera David venduta dalla Galleria 303 per 38mila dollari. Ancora meglio Mark Manders (Padiglione Olanda), con Unfired Clay Figures piazzata da Zeno X a 140mila euro.
E c’è un altro protagonista a Venezia, anche se non alla Biennale bensì con la megapersonale a Palazzo Grassi, ovvero Rudolf Stingel, a distinguersi sui massimi livelli: Untitled (Bolego), serie di cinque piccole tele del 2006, sarebbe stata venduta da Massimo de Carlo a un collezionista americano per circa 2 milioni di dollari.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.