What design can do? È l’interrogativo che si pone l’omonimo festival internazionale di Amsterdam. Una due giorni per valutare gli effetti del design sulle nostre vite…

La domanda è semplice e diretta: What design can do? Che cosa può fare il design per migliorare la nostra vita quotidiana? La risposta viene distribuita in due giorni di dibattiti, workshop e conferenze, che invaderanno la città di Amsterdam il 16 e 17 maggio 2013. Come spiega lo stesso fondatore, Richard van der Laken, […]

Dus Architects

La domanda è semplice e diretta: What design can do? Che cosa può fare il design per migliorare la nostra vita quotidiana? La risposta viene distribuita in due giorni di dibattiti, workshop e conferenze, che invaderanno la città di Amsterdam il 16 e 17 maggio 2013.
Come spiega lo stesso fondatore, Richard van der Laken, “What design can do si occupa del design che fa realmente la differenza, che mette le persone al centro dell’azione, che offre soluzioni, che causa il cambiamento. Abbiamo capito quanto sia  importante e fonte di ispirazione  condividere le proprie idee sconfinando nelle altre discipline  e negli altri paesi”
Per questa ragione parteciperanno alle tavole rotonde non solo dei designer, ma anche architetti come i DUS Architects, recentemente intervistati da Artribune;  non solo progettisti olandesi, però: tra gli ospiti canche l’italiano Carlo Antonelli, direttore di Wired. Nessun aspetto della progettazione verrà tralasciato, con un programma che passerà dall’architettura all’arte, dagli eventi alla moda, dal digitale alla grafica, dal prodotto alla teoria, trovando proprio nel confronto tra mondi apparentemente distanti le risposte necessarie.
Teatri d’eccezione della manifestazione saranno lo Stadsschouwburg Amsterdam, iil De Balie, vecchia prigione ora trasformata in centro culturale, il Melkweg, ex caseificio,  il nuovo  Apple Store e lo Stedelijk Museum. Per tutti quelli che non avranno la fortuna di essere ad Amsterdam durante questa breve kermesse non rimane che collegarsi a internet per monitorare e seguire tutti gli eventi via Twitter o tramite la pagina Facebook ufficiale.

– Valia Barriello

www.whatdesigncando.nl

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L’intervista a Dus Architects

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.