Verso la Biennale: doppia partnership internazionale per la Bevilacqua La Masa. Due grandi mostre, tra Giappone e Norvegia, con Oca e Japan Foundation. Da Munch a Tiravanija

Dal Giappone alla Norvegia, passando per Venezia. Opening caldo per la Fondazione Bevilacqua La Masa, che in occasione della 55° Biennale d’Arte confeziona due super progetti espositivi, distribuiti tra Palazzo Tito e la Galleria di Piazza San Marco. Un viaggio intercontinentale, che dalle più disparate suggestioni creative d’Oriente conduce fino a una forte riflessione teorica […]

Lene Berg From the production of Ung Løs Gris / Dirty Young Loose (Waiting for the actors, Funkhaus Berlin Feb. 20, 2013) - Courtesy the artist

Dal Giappone alla Norvegia, passando per Venezia. Opening caldo per la Fondazione Bevilacqua La Masa, che in occasione della 55° Biennale d’Arte confeziona due super progetti espositivi, distribuiti tra Palazzo Tito e la Galleria di Piazza San Marco. Un viaggio intercontinentale, che dalle più disparate suggestioni creative d’Oriente conduce fino a una forte riflessione teorica declinata attraverso la tradizione nordica.
Unattained Landscape – Paesaggio Incompiuto, realizzata in collaborazione con la Japan Foundation, esplora campi differenti e interconnessi – arti visive, design, manga, letteratura, performance, sound art, cinema – chiamando a raccolta artisti molto differenti tra loro: Meiro Koizumi, Simon Fujiwara, Shuji Terayama, Tomoko Yoneda, Marina Abramovic, Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, Karen Cytter, Tacita Dean, Hiroya Oku, Jim O’Rourke, David Peace, Rirkrit Tiravanija.
Una mostra finalizzata la promozione dell’arte e degli scambi tra culture, che punta a riconsiderare il ruolo del Giappone sulla scena internazionale: può l’arcipelago giapponese diventare modello per la cultura contemporanea? Quale sentire comune? Quali connessioni? Quali cambiamenti interpretare e come condividere, nell’ottica di comunità frammentate ma globali? La nozione di “incompiuto” traccia, in qualche modo, la via maestra: caratteristica di ogni paesaggio naturale, culturale, antropologico, l’incompiutezza è tratto distintivo del presente, metafora di un processo evolutivo e di contaminazione sempre in atto.

Edvard Munch Gamle kvinner på sykehus / Old Women in Hospital, 1902, Intaglio  © Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / BONO, Oslo 2013 Photo © Munch Museum, Oslo
Edvard Munch Gamle kvinner på sykehus / Old Women in Hospital, 1902, Intaglio © Munch Museum / Munch-Ellingsen Group / BONO, Oslo 2013 Photo © Munch Museum, Oslo

Spostandosi negli spazi di San Marco, “Attenzione alla puttana santa: Edvard Munch, Lene Berg e il dilemma dell’emancipazione” è un progetto organizzato dall’Office for Contemporary Art Norway e dalla Fondazione BLM, come contributo ufficiale della Norvegia alla Biennale. Curata da Marta Kuzma, Angela Vettese a Pablo Lafuente, la mostra si struttura attraverso caustiche riflessioni intorno al rapporto, sempre controverso, tra marginalità e sistema; analisi storiche relative ai costumi sessuali e ai tradizionali ruoli di genere, che a partire dal XX secolo subirono radicali trasformazioni; memorie di rivoluzionarie teorie psicologiche, legate al sesso, alla politica e ai diritti civili. Esposte 28 opere di Edvard Munch – disegni, schizzi e dipinti – mai arrivate in Italia. messe confronto con i lavori più recenti della regista contemporanea Lene Berg. Un dialogo inedito e complesso, che passa da una dimensione esistenziale a una sociologica, per un’estetica del conflitto, della metamorfosi e dell’emancipazione.

– Helga Marsala