Verso la Biennale: ci abitueremo, ci affezioneremo o ci arrabbieremo per un Arsenale trasformato in un normale spazio museale a suon di cartongesso?

Un museo, più che uno whitecube proprio un museo. E se sarebbe più normale aspettarselo nel Palazzo delle Esposizioni, ai Giardini, sarà ben più sorprendente, invece, trovarlo all’Arsenale ovvero in quello che da vent’anni è lo spazio espositivo post industriale per antonomasia a livello globale. Questa potrebbe essere una delle evidenze più in vista – […]

Un museo, più che uno whitecube proprio un museo. E se sarebbe più normale aspettarselo nel Palazzo delle Esposizioni, ai Giardini, sarà ben più sorprendente, invece, trovarlo all’Arsenale ovvero in quello che da vent’anni è lo spazio espositivo post industriale per antonomasia a livello globale.
Questa potrebbe essere una delle evidenze più in vista – e più ricordate in futuro – della Biennale di Venezia numero 55. A quanto pare infatti, e a quanto a mezza bocca riportano coloro che hanno già avuto modo di sbirciare l’allestimento, il display espositivo scelto da Massimiliano Gioni per il suo Palazzo Enciclopedico ha puntato a trasformare il percorso delle Corderie in un tracciato dal sapore squisitamente museale. Dunque gran dispiego di muri bianchi e abbondante utilizzo del cartongesso. Se sarà un argomento di cui dibattere all’indomani delle primissime aperture ufficiali previste per la mattina di martedì 28 maggio lo scopriremo a breve.