Verso la Biennale: a Milano Jonathan Monk, a Venezia Shirazeh Houshiary e Ai Weiwei. Maggio accelerato per la casa italiana di Lisson Gallery. Big internazionali e super produzioni

Un canto al cielo, come un respiro universale. Cercando nello spazio tra la dimensione del corpo e quello del sacro, una dimensione originaria e condivisa, oltre le differenze di identità, cultura, appartenenza geografica. L’artista iraniana Shirazeh Houshiary presenta a Venezia Breath, evento inserito nel calendario degli Eventi Collaterali alla 55° Biennale e prodotto da Lisson Gallery. […]

Ai Weiwei, Straight, 2012 - dettaglio

Un canto al cielo, come un respiro universale. Cercando nello spazio tra la dimensione del corpo e quello del sacro, una dimensione originaria e condivisa, oltre le differenze di identità, cultura, appartenenza geografica. L’artista iraniana Shirazeh Houshiary presenta a Venezia Breath, evento inserito nel calendario degli Eventi Collaterali alla 55° Biennale e prodotto da Lisson Gallery. Un video su quattro canali, datato 2003, per l’occasione rimasterizzato e riadattato in forma di installazione site specific, all’interno della Torre di Porta Nuova, zona Arsenale Nord. Quattro schermi sospesi ad altezza d’uomo diventando specchi simbolici, superfici di riflessione intima: mentre si liberano nell’ambiente ipnotici brani buddisti, cristiani, ebraici e islamici,  le immagini catturano i movimenti astratti di espansione e contrazione connessi al respiro e all’emissione della voce. All’interno dell’imponente torre, costruita nell’800 per consentire il posizionamento meccanico degli alberi sulle navi, l’artista ha immaginato una struttura inquietante e ovattata, in cui isolarsi abbandonandosi al suono e alla visione.

Ai Weiwei, Straight, 2012 - dettaglio
Ai Weiwei, Straight, 2012 – dettaglio

Ma non è questo il solo appuntamento importante che vede Lisson protagonista in Laguna: Ai Weiwei, dal 2010 uno degli artisti di punta delle galleria, è tra i grandi nomi di questa Biennale, con una personale suddivisa tra il complesso delle Zitelle, sede di Zuecca Project Space e la Chiesa di Sant’Antonin. Quasi tutte opere nuove, esclusa, per esempio, la celebre installazione Straight, esposta per la prima volta presso lo Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, a Washington DC: una poderosa struttura composta da barre di acciaio, recuperate dalle macerie delle scuole distrutte dal terremoto che colpì, nel 2008, la regione del Sichuan, uccidendo oltre cinquemila bambini. Attesissimo il progetto concepito ad hoc per Sant’Antonin, di cui nulla è stato anticipato: si tratterà – questo l’unico indizio affiorato – di un dialogo tra la storia personale dell’artista e l’architettura della Chiesa.
Nell’attesa della celebrazione veneziana, questa settimana Lisson è anche regina degli opening milanesi, con la personale di Jonathan Monk: una galleria – negli anni Sessanta tra le pioniere dell’art world londinese, oggi fortissima anche a New York – che è ormai tra le presenze internazionali più significative della scena italiana.

Helga Marsala

www.lissongallery.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.