Thomas Hirschhorn, quattro intellettuali, quattro monumenti. Parla italiano l’ultimo omaggio dell’artista svizzero ai suoi mentori: si lavora a New York al “Gramsci Monument”

Spinoza ad Amsterdam, nel 1999. Poi Gilles Deleuze ad Avignone nel 2000, quindi Georges Bataille a Kassel, per Documenta XI, nel 2002. Era partito in tromba, Thomas Hirschhorn: farò un monumento dedicato a ognuno dei quattro pensatori che mi hanno maggiormente ispirato. Sorte di padiglioni temporanei, comunque progetti di arte pubblica, come scritto nel DNA […]

Spinoza ad Amsterdam, nel 1999. Poi Gilles Deleuze ad Avignone nel 2000, quindi Georges Bataille a Kassel, per Documenta XI, nel 2002. Era partito in tromba, Thomas Hirschhorn: farò un monumento dedicato a ognuno dei quattro pensatori che mi hanno maggiormente ispirato. Sorte di padiglioni temporanei, comunque progetti di arte pubblica, come scritto nel DNA dell’artista che ha rappresentato la Svizzera alla Biennale di Venezia del 2011, sempre attento agli aspetti sociali della sua ricerca.
Ma non erano quattro, i pensatori? Infatti, ma per trovare l’ultimo occorre attendere undici anni: vedrà la luce infatti fra giugno e luglio prossimi a New York City, nella zona delle Forest Houses, case popolari nel Bronx. Ma la sorpresa – neanche grande, a pensarci bene – viene dal nome del pensatore ispiratore del progetto: ovvero Antonio Gramsci, politico e filosofo marxista italiano imprigionato per anni dal regime fascista.
Il Gramsci Monument sarà realizzato in gran parte dai residenti delle Forest Houses, sotto la direzione di Hirschhorn, e comprenderà – nella gallery ci sono alcuni disegni progettuali – uno spazio espositivo, un’area teatro, un internet point e un bar. Durante il periodo di attività si terranno workshop e lezioni per bambini, sarà aperta una stazione radio e pubblicato un quotidiano.

gramsci-monument.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.