Sermone ai cuccioli delle mia specie. Mariangela Gualtieri debutta a Roma con il suo “rito sonoro”: e all’Angelo Mai Altrove la serata continua con poesie “on demand”

“Cari cuccioli, / vi ho guardato a lungo. / Ero lì nascosta nel buio / e vi guardavo giocare, / nascosta nel buio come una carogna, / come una spia che studia / il nemico, come un ladro che aspetta / il momento buono, / come una terrorista / che guarda a distanza / e […]

Mariangela Gualtieri - photo Dino Ignani

Cari cuccioli, / vi ho guardato a lungo. / Ero lì nascosta nel buio / e vi guardavo giocare, / nascosta nel buio come una carogna, / come una spia che studia / il nemico, come un ladro che aspetta / il momento buono, / come una terrorista / che guarda a distanza / e fa i suoi piani d’innesco”: così inizia il Sermone ai cuccioli delle mia specie di Mariangela Gualtieri, primo dei tre momenti che compongono il  suo nuovo rito sonoro, Le giovani parole, al debutto venerdì 17 maggio presso l’Angelo Mai Altrove Occupato di Roma.
La parte centrale di questo nuovo lavoro “riprende i temi della natura e dell’amore”, fino ai più recenti inediti, mentre a chiudere è Bello mondo, un luminoso sfaccettato ‘grazie’ che partendo da un poema di Borges prosegue intrecciando versi della Gualtieri e versi di poeti amati. Tutto potrà infine sciogliersi in dialogo, con poesie a richiesta e domande del pubblico.

– Michele Pascarella

www.angelomai.org


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Michele Pascarella
Dal 1992 si occupa di teatro contemporaneo e tecniche di narrazione sotto la guida di noti maestri ravennati. Dal 2010 è studioso di arti performative, interessandosi in particolare delle rivoluzioni del Novecento e delle contaminazioni fra le diverse pratiche artistiche.