New York Updates: la Stonehenge contemporanea di Ugo Rondinone. A Rockefeller Plaza i giganti di pietra dell’artista svizzero ipnotizzano i turisti

Un’installazione che mescola antichità e contemporaneo, la tradizione ancestrale della scultura in pietra con le tendenze recenti dell’arte pubblica. Human Nature, opera monumentale firmata da Ugo Rondinone per il programma di commissioni “Public Art Fund” di New York, ha invaso la celeberrima Rockfeller Plaza, luogo iconico della Grande Mela attraversato ogni giorno da migliaia di […]

Un’installazione che mescola antichità e contemporaneo, la tradizione ancestrale della scultura in pietra con le tendenze recenti dell’arte pubblica. Human Nature, opera monumentale firmata da Ugo Rondinone per il programma di commissioni “Public Art Fund” di New York, ha invaso la celeberrima Rockfeller Plaza, luogo iconico della Grande Mela attraversato ogni giorno da migliaia di turisti, che si fermano incuriositi e non smettono di fotografare l’opera, un piccolo plotone di nove giganti in pietra alti circa cinque metri e pesanti quindici tonnellate. Nonostante l’indubbia mole, queste sculture, che sembrano divinità preistoriche ma anche pupazzi costruiti da un ipotetico bambino gigante, finiscono per apparire comunque piccoli in confronto all’imponenza della giungla di cemento, soprattutto nella documentazione fotografica, che sfronda l’esperienza dell’opera del fondamentale contatto con la sua materia e le sue dimensioni. 
I monoliti di Rondinone se ne stanno immobili e incuranti, come arcaici guardiani del tempo, simbolo e promemoria di un legame profondo che riconnette idealmente il ritmo fluido e veloce della vita moderna con le fondamenta robuste del passato su cui, inevitabilmente, si appoggia. 
L’installazione rimarrà visibile fino al prossimo 7 giugno, mentre l’11 maggio l’artista inaugurerà in città una mostra personale da Barbara Gladstone, a quanto pare anch’essa incentrata sulla scultura in pietra.

www.publicartfund.org

  • Raz baz

    Banale superficiale

  • Manifestazioni New Arcaic anche sulla scena internazionale. Ma prossimamente al Museion anche i più giovani: http://www.museion.it/?p=13355

    Dopo una saturazione, si cerca di rifare il giro, ed ecco un esercito di “giovani indiana jones”. La ricostruzione della statua della libertà al Museion, Rondinone con i Menir…ma anche il vintage nei mercati rionali, giovani che si perdono nei mercatini dell’usato, o anche solo la gelateria sotto casa che vuol farti gredere di venire direttamente da una fattoria incantata nel paese di Hans e Gretel.

    Questa retorica passatista piace moltissimo a tanti giovani artisti italiani (vedi articolo “giovani indiana jones su questa rivista). Una gabbia di nostaliga e retorica che imprigiona una generazione di giovani che va ben oltre il limitato sistema dell’arte. Da una parte abbiamo gli artisti dove la citazione ha un ruolo preponderante (“STORY STORY I LOV YU”): Rossella Biscotti, Francesco Arena per stare in clima di Biennale. Si prende una citazione, un fatto o un edificio storico e lo si formalizza nel modo più accattivante. Spesso abbiamo una sorta di Report:ed ecco l’inchiesta della Biscotti sul problema degli immigrati nelle carceri. E quindi si arriva a semplificazioni, spesso pericolose. Rossella Jones e il carcere maledetto.

    Poi abbiamo i NEW ARCAIC maggiormente impegnati sul dato formale, ma anche quì ovviamente la citazione è sempre presente. Ultimamente c’è un gruppo di mezzo, che potremo chiamare “LA TERRA DI MEZZO”, ed ecco gli acquerelli-dipinti di un Di Massimo che riflette sul colonialismo italiano in libia…Patrizio Jones e il deserto libico…ecc ecc

    Ma non si tratta di criticare negativamente questa tendenza, quanto di averne consapevolezza. La cosa veramente negativa è l’assenza di un contesto critico che stimoli diversamente questa tendenza e la censura-ostracismo verso progettualità alternative.

    • quenti

      Allora vogliamo dire a chi darete il premio per il miglio artista non protagonista ?,
creare un grande fumo chiamato Casa Bianca facendo credere che il vostro covo sia la critica trasversale al sistema, gli intellettuali d avanguardia, per dare poi il premio al miglio artista non protagonista, proprio al più scontato e banale di tutti i tempi, colui che ha fatto cose utilizzando il linguaggio della satira per rafforzare il sistema e le sue tasche, ma chi l ha costruita sta barzelletta di voi, lo stesso che vuole essere premiato l uomo che gestisce le sorti degli artisti italiani, decidendo chi passa e chi no ? dai siete ridicoli e vecchi, gobbi e sfigati.
      E tu che sei pagata a scrivere queste cose per loro che contratto hai ?
Sei soddisfatta di questo lavoro ?
Ti da dignità ?
      I soldi che elemosinate a cosa servono ?
      Io come vi dicevo ho un salvadanaio, un porco di ceramica pieno di spiccioli che ho risparmiato in diversi anni, cosa faccio se mi date il vostro indirizzo ve lo faccio avere o vengo io.

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