New York Updates: due sculture clandestine nel prato di fronte a Frieze. Ma è vero che le hanno realizzate due artisti italiani? Ecco la storia

E nel pratone di Randall’s Island apparvero due sculture clandestine di atrettanti artisti. Italiani. È successo qualche giorno fa ai margini del grande cantiere che sta montando la Frieze Tent, il tendone a forma di biscia che a partire da giovedì ospiterà la seconda edizione della Frieze Art Fair neyorkese. I tanti operai indaffarati non […]

E nel pratone di Randall’s Island apparvero due sculture clandestine di atrettanti artisti. Italiani. È successo qualche giorno fa ai margini del grande cantiere che sta montando la Frieze Tent, il tendone a forma di biscia che a partire da giovedì ospiterà la seconda edizione della Frieze Art Fair neyorkese. I tanti operai indaffarati non hanno fatto i conti con l’irruzione pacifica di Arianna Carossa e Gabriele Picco che si sono materializzati sull’isola con intenti artisticamente bellicosi.
Chi siete? Cosa fate qui?”, hanno chiesto loro i lavoratori. “Siamo artisti!” hanno risposto spavaldi. E subito sono stati dotati di un giubbotto da lavoro catarifrangente. Fingendo così di mettersi a lavoro hanno in realtà realizzato in quattro e quattr’otto due installazioni nel bel mezzo dell’area dedicata alle sculture all’aperto e sovraintesa dalla curatrice Cecilia Alemani.
Una sorta di lapide a terra realizzata con un cartello per la artista genovese, una scultura antropomorfa (spaventapasseri?) per l’artista e scrittore bresciano. E dopo l’allestimento? Foto ricordo a bordo dell’East River e poi fuga per evitare di finire male. Ora la domanda è: le sculture resisteranno ai giorni di work in progress e resteranno lì, al loro posto, per il grand opening di Frieze?