La Tenuta dello Scompiglio rinnova gli spazi da poco inaugurati con performance e installazioni. Un progetto doppio, e la creatura di Cecilia Bertoni prende sempre più forma all’ottavo anno di attività

Entrambi i progetti, strettamente interrelati, si interrogano sul tempo passato e presente, indagando sulle finzioni dei ricordi e sulla solitudine. Da due punti diversi: da una parte quello performativo, dall’altra installativo. Quali progetti? Quelli della giornata dedicata alle arti performatiche e visive che – sabato 18 maggio – celebra il completamento di otto anni di […]

Pablo Rubio - Riflessi in Bianco e nero. Cimitero della memoria

Entrambi i progetti, strettamente interrelati, si interrogano sul tempo passato e presente, indagando sulle finzioni dei ricordi e sulla solitudine. Da due punti diversi: da una parte quello performativo, dall’altra installativo. Quali progetti? Quelli della giornata dedicata alle arti performatiche e visive che – sabato 18 maggio – celebra il completamento di otto anni di attività della Tenuta Dello Scompiglio di Vorno, nel lucchese. La performance è del resto iscritta nel DNA di Cecilia Bertoni, direttrice ed animatrice della Tenuta e nello Spazio Performatico ed Espositivo: che nell’occasione presenta la sua Trilogia dell’Assenza, tre performances che “affrontano e si impigliano nel tema del perdere e del vincere, della sua relazione col tempo in tutte le sue dinamiche, reali e non”.
Intrecciandosi, nelle tematiche, con le opere della mostra Estados indefinidos para una existencia, dello spagnolo Pablo Rubio (Cordoba, 1974), a curata da Antonio Arévalo: una grande installazione – questa visibile  fino al 18 luglio – con la quale l’artista “rappresenta la memoria di coloro che hanno lasciato un segno del loro passaggio nel mondo attraverso leggere tracce sbiadite, ombre illusorie, luoghi sotterranei e ritratti anonimi“. Come? Utilizzando oggetti a loro appartenuti – lettere, vestiti, chiavi -, un lavoro intimista “che mira a costruire uno spazio sacro, individuale e collettivo, un non-luogo mentale e simbolico“.

www.delloscompiglio.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.