In asta da Sotheby’s Milano la collezione di Lea Vergine. È auction week anche in Italia: a Napoli da Blindarte c’è in catalogo il corpo di Antony Gormley

Non solo New York. Arriva una giornata – quella di mercoledì 22 maggio – ad alto tasso di intensità anche sul suolo patrio, per gli appassionati italiani dell’incanto, da nord a sud. Nella stessa serata spazio alle aste di Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby’s a Milano e Blindarte a Napoli, con una maggiore attenzione […]

Antony Gormley, Gut V, 2002

Non solo New York. Arriva una giornata – quella di mercoledì 22 maggio – ad alto tasso di intensità anche sul suolo patrio, per gli appassionati italiani dell’incanto, da nord a sud. Nella stessa serata spazio alle aste di Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby’s a Milano e Blindarte a Napoli, con una maggiore attenzione per i grandi autori italiani per la prima e un maggiore carattere internazionale per la seconda.
A Milano Sotheby’s presenta opere da alcune collezioni italiane, come quella della critica d’arte Lea Vergine, quella di Maria Teresa Venturini Fendi e quella di Libero Grande di Napoli. Highlight dell’asta serale un Concetto Spaziale di Lucio Fontana, un taglio su tela rossa del 1968 stimato 450-550mila, assieme a una Natura Morta di Giorgio Morandi del 1943, stimata 400-600mila euro. Dello stesso autore, Fiori del 1957, stimato 130-180mila, e due disegni intitolati Natura Morta sulla soglia dei 30mila. E poi Tutto di Boetti, che fa parte di una serie di arazzi del 1988-89 alla scoperta di tutte le forme possibili, stimata 350-450mila. In catalogo anche la scultura: La Dormiente di Casorati, un bassorilievo decorativo per il Teatrino privato di Casa Gualino, mecenate e importante industriale di inzio ‘900, stimato 60-80mila, Cerchio Magico di Ettore Colla, stimata 20-30mila e Traliccio  di Uncini, stimato 100-150mila. Infine, immancabile il bracciale di Fontana del 1964, pezzo unico, in oro con due tagli, stimato 40-60mila, oggetto che ad ogni asta riscuote grande successo.
Highlight per Blindarte la scultura di Antony Gormley Gut V, eseguita nel 2002 da uno stampo ricavato dal corpo dell’artista stesso con i suoi caratteristici pixel tridimensionali in acciaio, stimata 200-300mila euro. Tra gli italiani, una grande tela di Mimmo Paladino del 1997 contraddistinta da pennellate materiche sui toni del grigio, stimata  100-150mila euro; un acquerello di dimensioni cm 238×152 di Luigi Ontani, Frutti e putti et pois, del 1987, stimato 22-28mila. In catalogo anche due Marilyn di Andy Warhol provenienti dalla galleria Lucio Amelio, una Black, stimata 35-55mila euro e una Green stimata 50-70mila euro, insieme a una Liz Taylor del 1964 stimata 25-30mila euro ed un ritratto di Mao, 20-30mila. Due opere di Yayoi Kusama, intitolate Dress A e Dress D, entrambe del 1996 e stimate 30-40mila; l’animazione Sara walking naked di Julian Opie del 2003, corredata da schermo LCD e PC, stimata 20-25mila. Due opere di Jason Martin del 2006-07 di dimensioni 40×40 cm stimate 8-12mila; alcuni esempi di Andres Serrano tra cui uno dalla serie Morgue, Pneumonia death, del 1992 stimata 6-8mila, e una edizione di 125 di Cindy Sherman del 1985 stimata 3-4mila.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.