È, o non è, la festa della mamma? Ja, natürlich. A Vienna ci pensa la Uniqa Tower a farle gli auguri con un macro-tweet a led che percorre la facciata senza soluzione di continuità

Non c’è solo la festa della mamma. San Valentino, per esempio? Sì, è puntuale la tondeggiante Uniqa Tower di Vienna, 75 metri d’altezza lungo il Donaukanal, a cogliere certe occasioni per emettere segnali luminosi beneauguranti. Specie se si possono esibire dei cuori rossi, enormi, fatti ad arte, tanto da far sobbalzare Koons. In fin dei […]

Non c’è solo la festa della mamma. San Valentino, per esempio? Sì, è puntuale la tondeggiante Uniqa Tower di Vienna, 75 metri d’altezza lungo il Donaukanal, a cogliere certe occasioni per emettere segnali luminosi beneauguranti. Specie se si possono esibire dei cuori rossi, enormi, fatti ad arte, tanto da far sobbalzare Koons. In fin dei conti, però, i cinguettii degli affetti li invia di rado, dal momento che questa torre ha ben altre possibilità espressive, programmate quotidianamente. L’oscurità, o la semi, è l’elemento naturale che le è indispensabile per dare il meglio di sé, è ovvio, ma a consumi sbalorditivamente bassi.
Ideata all’alba degli anni zero e inaugurata nel 2006, la Uniqa Tower è la sede amministrativa della omonima compagnia assicurativa. La struttura architettonica ha una pianta a Q, lettera anomala nell’alfabeto tedesco, che ben caratterizza il logo aziendale.  Nello sviluppo verticale, l’edificio segue un andamento sinuoso con una parziale incurvatura a formare una concavità. L’intera superficie perimetrale, realizzata con vetrate a doppio strato, misura 7mila mq, con i punti luminosi inglobati nella griglia portante delle lastre di vetro. È un progetto dell’architetto viennese Heinz Neumann, vincitore di un concorso, con la partecipazione di specialisti per la realizzazione delle specifiche competenze tecnologiche (Licht Kunst Licht, Bonn/Berlin) e artistiche (Holger Mader, Alexander Stublic, Heike Wiermann). In effetti, a connotare la costruzione durante l’oscurità è l’estrema versatilità nel comporre ed emettere figurazioni dinamiche, particolarmente luminescenti negli effetti cromatici, sebbene venga utilizzata una potenza ridotta per non disturbare più di tanto i vicini. Le visioni? Di tutto, simulazioni di lunghe contorsioni, flessioni, cedimenti, astrattismi optical…

Lasciamo a ognuno immaginare la complessità degli algoritmi nel gestire le variabili a sviluppo continuo e circolare delle figurazioni in movimento, con combinazioni infinite di forme e colori. Solo un dato concreto: la luminescenza ha origine in oltre 180 mila led, raggruppati in insiemi e sottoinsiemi, ma potenzialmente controllabili uno ad uno.

– Franco Veremondi

www.tower.uniqa.at

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.