Come conservare ed esporre la new media art. Due libri e un convegno a Roma per fare il punto sulle ricerche relative alla gestione dell’arte tecnologica

L’arte contemporanea, si sa, è spesso fatta di materiali effimeri e deteriorabili. La natura precaria e instabile delle opere e delle installazioni mette in crisi restauratori e direttori di museo, alle prese con operazioni di manutenzione e ripristino sempre più delicate. La faccenda si complica ulteriormente nel caso in cui l’opera contenga dei dispositivi tecnologici, […]

Bill Seaman, Exchange Fields, 2000, U Dortmund, 2010 - Photo Hans Jürgen Landes

L’arte contemporanea, si sa, è spesso fatta di materiali effimeri e deteriorabili. La natura precaria e instabile delle opere e delle installazioni mette in crisi restauratori e direttori di museo, alle prese con operazioni di manutenzione e ripristino sempre più delicate. La faccenda si complica ulteriormente nel caso in cui l’opera contenga dei dispositivi tecnologici, che in aggiunta al normale attacco del tempo e dell’usura, mettono in campo anche problemi di obsolescenza dei macchinari (e dei software che li fanno funzionare).
Come comportarsi nel caso in cui l’opera d’arte presenti tali problematiche? Quali strategie d’intervento è opportuno (e legittimo) mettere in campo? Queste le domande a cui si tenterà di rispondere domani durante il convegno Preserving and Exhibiting Media Art, curato da Alessandra Barbuto e moderato da Laura Barreca per il Maxxi di Roma. L’occasione di questo talk è stata offerta dalla pubblicazione recente due volumi su questo tema: Preserving and Exhibiting Media Art a cura di Julia Noordegraaf, Vinzenz Hediger, Barbara le Maître e Cosetta Saba e Media art installations. Preservation and presentation a cura di Renate Buschmann e Tiziana Caianiello. In occasione della conferenza, prevista per domani, 10 maggio, alle ore 18 presso il Maxxi Base, verranno inoltre esposte le linee guida teoriche e di ricerca sugli aspetti conservativi che il museo romano ha adottato.

– Valentina Tanni

www.fondazionemaxxi.it

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.