Centri storici, verde urbano, ricostruzione mobilità pulita. A Roma la seconda edizione della Biennale dello Spazio pubblico: tre giorni di dibattiti, workshop e seminari

Tre giorni di eventi per diffondere buone pratiche realizzate in Italia e all’estero, e stimolare il dibattito sul recupero degli spazi pubblici: questi gli obiettivi della seconda edizione della Biennale dello spazio pubblico, fino al 18 maggio a Roma presso la Casa dell’Architettura e i locali della Facoltà di Roma Tre. L’evento, organizzato dall’Istituto Nazionale […]

Tre giorni di eventi per diffondere buone pratiche realizzate in Italia e all’estero, e stimolare il dibattito sul recupero degli spazi pubblici: questi gli obiettivi della seconda edizione della Biennale dello spazio pubblico, fino al 18 maggio a Roma presso la Casa dell’Architettura e i locali della Facoltà di Roma Tre. L’evento, organizzato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica con la collaborazione di Cittalia, ANCI, Consiglio Nazionale Architetti, Ordine degli architetti di Roma, Facoltà di Architettura Roma Tre e il sostegno della Cornell University, si propone di coniugare la ricerca ad azioni concrete attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni locali e di enti come Confcommercio e Ance. I concorsi e i call for papers lanciati nei mesi scorsi hanno richiamato l’attenzione di centinaia tra architetti, ricercatori, studenti, cittadini, enti pubblici e privati, affrontando temi attuali come la valorizzazione sociale, l’uso creativo e la riappropriazione degli spazi pubblici, la gestione del verde urbano, il recupero dei centri storici, la ricostruzione dopo le catastrofi, l’innovazione portata dalla diffusione dei network sociali e la mobilità pulita.
Il ciclo di eventi Viaggio nei comuni delle buone pratiche, esito di una serie di laboratori svolti in varie città italiane, sottolinea l’importanza della dimensione sociale nello spazio pubblico come concreto punto di forza. Sabato 18 si tireranno le somme sui progetti presentati a La città che vogliamo, call per associazioni per il riapproprio degli spazi pubblici cittadini da parte dei cosiddetti “soggetti deboli” e che ha visto nascere solo nella Capitale, nella settimana tra il 5 e il 12 maggio, più di dieci iniziative negli spazi più frequentati dai cittadini: piazze, strade, cortili, giardini. Si concluderà alla Biennale, poi, la stesura della Carta dello spazio pubblico, un elenco di principi condivisi in merito all’ideazione, la progettazione, la realizzazione, il mantenimento e la fruizione dello spazio pubblico. Il punto di arrivo sarà un documento che sarà assunto dalla commissione Habitat dell’ONU e in seguito portato in varie sedi internazionali, per giungere alla conferenza di Istanbul del 2016.

– Marta Veltri

www.biennalespaziopubblico.it/blog/

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Marta Veltri
Marta Veltri (Cosenza, 1983) si è laureata in architettura a Roma con una tesi sull'allestimento museale delle Terme di Caracalla. Subito dopo ha fatto parte del team che ha dato alla luce UNIRE, progetto vincitore dell'ultimo YAP (Young Architects Programs) MAXXI, sempre a Roma. Ha collaborato con studi d'architettura italiani e stranieri, approfondendo il complesso rapporto tra architettura, design, arte e fotografia. Negli ultimi tempi si è avvicinata al mondo della comunicazione in ambito artistico e culturale. Dal 2012 scrive per Artribune.