Cannes Updates: all’ottavo giorno arrivano un film per daltonici e un polpettone saffico ispirato ai fumetti. Ma le “palme” sono lontane…

Il ritmo comincia a rallentare nel carnet degli impegni: il mercato chiuderà ufficialmente il 25, ma già oggi molti stand hanno cominciato a sbaraccare. Peccato che dopo un’illusione di sole nel pomeriggio è tornata la pioggia torrenziale, maledizione di questo 66° Festival di Cannes. Ma intanto la fila per il film di Nicolas Winding Refn […]

Il ritmo comincia a rallentare nel carnet degli impegni: il mercato chiuderà ufficialmente il 25, ma già oggi molti stand hanno cominciato a sbaraccare. Peccato che dopo un’illusione di sole nel pomeriggio è tornata la pioggia torrenziale, maledizione di questo 66° Festival di Cannes. Ma intanto la fila per il film di Nicolas Winding Refn almeno si è fatta senza ombrelli, e nelle migliori intenzioni. E nonostante quelle, il gradimento è stato basso. Una storia di sangue ambientata a Bangkok troppo ambiziosa e… troppo silenziosa. Solo Dio Perdona-Only God Forgives è un film fatto da un daltonico (così sostiene il regista), dove il rosso è il colore predominante (una cosa molto differente dalle tendine di Bergman in Sussurri e grida), le sequenze sono molto lunghe, i dialoghi minimi e tutto si riduce alla contemplazione della violenza estrema: attrazione figurativa e terrore dell’atto distruttivo. Fatto con la modalità dei film di genere, soprattutto anni 70, ma con una pretesa sofisticatezza di fondo che non è stata raggiunta a pieno. Anche questo film sembra fuori dalla lista dei papabili.
Altro giro di giostra, altra storia è quella ispirata al fumetto francese La Blue est un couleur chaude di Julie Maroch e interpretata da Lea Seydoux (Emma) e Adele Exarchopoulos (Adele). La Vie d’Adele Chapitre 1 &2 di Abdellatif  Kechichè è una storia saffica, dove una quindicenne che sogna il grande amore, scopre di avere invece una passione per la ragazza dai capelli blu. Più che sulla problematica omosessuale, particolarmente calda in Francia in questi giorni, il film si concentra sulla questione sociale. La differente estrazione della coppia sarà la causa finale della inconciliabilità delle parti.
Nella sezione Un Certain Regard, presentati il messicano La Jaula de Oro di Diego Quemada- Diez e il curdo My Sweet Pepper Land di Hiner Saleem. Il primo, in lizza anche per la camera d’or, racconta delle difficoltà incontrate da ragazzini clandestini una volta superata la frontiera tra Messico e California. Il secondo, ambientato in un paese al limite tra Kurdistan e Turchia, è un dramma sullo sfondo di un’amicizia anticonformista. Protagonisti un eroe di guerra che non accetta la corruzione del capovillaggio e una maestra nubile illuminata mal vista dalla comunità. Ora è la volta dell’americano Alexander Payne con una commedia dal titolo Nebraska, che forse sarà la giusta cura per tante delusioni accumulate.

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.
  • manda

    Un altro in meno nella corsa alla Palma d’oro… Sempre forza Tony Pagoda!!!