80mila metri quadrati, 700 milioni di euri investiti. San Pietroburgo si appropria del nuovo Mariinsky Theatre, progetto dei canadesi Diamond Schmitt Architects

È un ampliamento del già celebre teatro, costruito nel 1860 e sede storica di un’Orchestra stabile e un Balletto, proprio nel centro della città, ai margini del canale Kryukov. Sono tre giorni di celebrazioni, feste e concerti – fino al 4 maggio – ad inaugurare il nuovo Mariinsky Theatre di San Pietroburgo, ospitato su di […]

È un ampliamento del già celebre teatro, costruito nel 1860 e sede storica di un’Orchestra stabile e un Balletto, proprio nel centro della città, ai margini del canale Kryukov. Sono tre giorni di celebrazioni, feste e concerti – fino al 4 maggio – ad inaugurare il nuovo Mariinsky Theatre di San Pietroburgo, ospitato su di un lotto regolare di circa 79mila mq – riempie un intero isolato –  e affidato, in seguito ad un concorso internazionale, allo studio Diamond Schmitt Architects con sede a Toronto, firma già nota per altre importanti realizzazioni culturali, che si è occupata dell’intero iter progettuale. Costato circa 700 milioni – 22 miliardi di rubli – finanziati dal Ministero per la Cultura Russo, a far vincere lo studio Diamond Schmitt, oltre che la già nota esperienza in questo settore, la scelta di mantenere un certo grado di continuità con l’intorno, per esaltare il patrimonio architettonico neoclassico, pur concedendosi alcuni accorgimenti squisitamente contemporanei.
Ad esempio, il volume dell’edificio è un solido blocco minerale, imponente, spigoloso, rivestito in pietra calcarea di Jura, severa ma dalle calde tonalità del sabbia, in cui si innestano per contrasto intere parti a vetro strutturale e quindi trasparenti, permeabili sulla città. Un contrasto che funziona, se abbinato ad un elegante rooftop, costituito da un anfiteatro in acciaio e vetro, pensato per piccoli concerti o eventi specifici. Dettagliati ed eleganti anche gli interni, studiati con variazioni di quota ed altezze, con corpi scala che smistano il pubblico tra i vari foyers e le varie lobbies: ad unire i percorsi, una gigantesca lastra di onice traslucido che  incornicia i passaggi e gioca coi riflessi dei grandi corpi illuminanti a chandelier. L’auditorium principale, a forma di ferro di cavallo, ospita 1850 persone ed  è costituito da un grande palco e da 3 file di balconate, compresa un’area VIP. Inoltre, nel backstage, sono posizionate sale prove, servizi, mensa, camerini e uffici per i 2500 membri dello staff delle varie compagnie. Tutti gli accorgimenti tecnici e acustici sono integrati nei rivestimenti in legno curvato delle balconate e del soffitto, pensati in collaborazione con gli ingegneri tedeschi Jürgen Reinhold, Müller-BBM, per ottenere risultati altamente performanti.
Il Mariinsky si appresta a diventare parte integrante della città e punto di riferimento di San Pietroburgo, grazie al mix perfetto di ottima acustica, grandi spettacoli e un livello di confort insuperabile per il suo pubblico. Per il direttore Valery Gergiev “l’apertura del Mariinsky segna un momento per riaffermare il lungo e grande patrimonio di un’istituzione che ha visto le opere di alcuni dei nomi più noti della musica classica – Tchaikovsky, Rachmaninov, Mussorgsky e Rimsky-Korsakov – e prepara il terreno per la prossima generazione di compositori russi, musicisti e ballerini”.

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.