Una casa a impatto zero (ipertecnologica ma costosa). A Torino inaugura Casazera, un modulo sperimentale per ripensare le aree dismesse delle nostre città

Officine Nebiolo, sede di un complesso industriale che ospitava attività in campo tipografico. Dismessi da tempo e non lontani dal centro di Torino, gli spazi trovano ora una nuova configurazione come sede del primo modulo sperimentale Casazera. Un prototipo che si prefigura come un modello abitativo in grado di recuperare e far rivivere aree industriali […]

Officine Nebiolo, sede di un complesso industriale che ospitava attività in campo tipografico. Dismessi da tempo e non lontani dal centro di Torino, gli spazi trovano ora una nuova configurazione come sede del primo modulo sperimentale Casazera. Un prototipo che si prefigura come un modello abitativo in grado di recuperare e far rivivere aree industriali inutilizzate in modo sostenibile. Casazera consente di mantenere la struttura portante degli edifici: il modulo viene infatti incapsulato all’interno del “contenitore” esistente, senza bisogno di demolire le preesistenze. Notevoli i vantaggi sotto il profilo economico, tra cui abbattimento – per ora potenziale – dei costi di costruzione e gestione grazie anche a un processo di realizzazione standardizzato e all’utilizzo di materiali low cost, come il legno multistrato degli arredi. Il 75% dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili unite a sistemi di recupero del calore, raffrescamento, ventilazione e illuminazione a LED. Un impianto di sicurezza e dotazioni domotiche consentono il controllo degli spazi, monitorabili anche attraverso strumenti web.

E chi c’è dietro queste meraviglie? Imprese, team di progettisti, Politecnico di Torino e Polight, polo di innovazione tecnologica torinese che indaga processi e nuove soluzioni legate all’ambito dell’edilizia sostenibile, finanziati dalla Regione Piemonte attraverso il fondo europeo FESR nell’ambito del progetto ECOstruendo. Casazera, che verrà testata per un anno da due alunni del Politecnico, non sarà sola: si prevede infatti di realizzare altri moduli, che trasformeranno le ex officine in una casa dello studente. Ma anche la sostenibilità ha un prezzo, non sempre così low cost. Il modulo abitativo costa infatti tra i 1.200 e i 2mila euro al mq: innovazione vuol dire anche saper coniugare parametri economici, meno che mai trascurabili nel contesto odierno…

– Elisabetta Biestro

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Elisabetta Biestro
Laureata in Architettura per il restauro e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, dal 2009 scrive per il mensile "Il Giornale dell'Architettura". Ha collaborato tra gli altri con Green Building Council Italia (GBC Italia), associazione no profit che promuove il protocollo per edilizia sostenibile certificata LEED®. Si è specializzata in corsi post-laurea legati alla gestione e controllo di progetti complessi, e nella divulgazione di tematiche quali conservazione del patrimonio architettonico e ambientale, interventi nei Paesi in via di sviluppo a basso costo e sostenibili. Attualmente cura le attività dell'ufficio comunicazione di una multiutility con sede in Piemonte, che sviluppa progetti legati alle energie rinnovabili e all’ambiente.
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  • eleonora ruoppoli

    vorrei se possibile un preventivo per il mio fienile.
    grazie saluti

  • Rinaldo

    Questa del recupero del vecchio è una grandissima occasione,pensiamo che in Italia abbiamo il più grande numero di paesi case e capannoni abbandonati. Si potrebbero creare tantissimi posti di lavoro…