Tutti i segreti del Museo Correr. Da Carpaccio a Lorenzo Lotto, una nuova sezione con opere sconosciute o neo attribuite, a volte con code polemiche: qui le prime immagini e video

“Vengo ora da Palazzo Ducale, dove stiamo finendo di allestire la grande mostra di Manet: eppure non credo di poter dire di essere qui per un evento di minore importanza”. Si presenta così, Gabriella Belli, la direttrice dei Musei Civici Veneziani, alla conferenza che inaugura Wunderkammer, nuova sezione del percorso espositivo del Museo Correr che […]

Vengo ora da Palazzo Ducale, dove stiamo finendo di allestire la grande mostra di Manet: eppure non credo di poter dire di essere qui per un evento di minore importanza”. Si presenta così, Gabriella Belli, la direttrice dei Musei Civici Veneziani, alla conferenza che inaugura Wunderkammer, nuova sezione del percorso espositivo del Museo Correr che dona al pubblico oltre 300 opere inedite o raramente esposte, in un allestimento che tenta di ricostruire la ricchissima ed eclettica raccolta di Teodoro Correr. “Vogliamo fare del Correr un museo dinamico, convogliando periodicamente in questa sezione, affascinante anche per le scelte espositive, opere nuove provenienti dai magazzini o da restauri – ha aggiunto la Belli -: forzando un po’ le scelte dell’ordinamento di Carlo Scarpa, impeccabili, ma forse poco flessibile”.

Manufatti veneziani in avorio e cristallo, smalti romanico-gotici di Limoges, oreficerie da Costantinopoli, avori gotici francesi, strumenti di straordinaria complessità meccanica tedeschi, smalti e maioliche, cammei e gemme preziose  antiche o rinascimentali. Ma soprattutto alcuni dipinti di capitale importanza, reduci da scoperte o riattribuzioni in grado di ridisegnare la biografia e la storiografia di alcuni artisti, su tutti Vittore Carpaccio. Opere fondamentali per chiarire la sua fase giovanile e i suoi riferimenti pittorici: una Madonna con il Bambino (1487 ca.) che col restauro ha rivelato la firma VETOR SCHARPACO OPV, una Pietà (1487-’90 ca.) riscoperta e attribuita pochi mesi fa da Giorgio Fossaluzza, e l’eccezionale Ritratto del doge Leonardo Loredan (1505 ca.), che ormai la critica prevalente riconosce alla mano del grande artista. E poi un piccolo e inedito Dio padre di Lorenzo Lotto, e uno struggente disegno con Sant’Anna di Dürer: il resto lo lasciamo raccontare alle immagini ed al video in anteprima…

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.