Salone Updates: quali sono gli oggetti essenziali e quali quelli in eccesso? Lo racconta il designer Paolo Ulian, con la sua mostra sul buon senso in Cascina Cuccagna

Il Salone del Mobile rischia di mettere in mostra l’eccesso del design, il consumismo, la nascita e il proliferare di nuovi prodotti non sempre essenziali perché non realmente innovativi. Per capire cos’è l’essenza del design e ritornare coi piedi per terra, c’è la mostra che Paolo Ulian allestisce alla Cascina Cuccagna, L’essenza e l’eccesso, nell’ambito […]

Il Salone del Mobile rischia di mettere in mostra l’eccesso del design, il consumismo, la nascita e il proliferare di nuovi prodotti non sempre essenziali perché non realmente innovativi. Per capire cos’è l’essenza del design e ritornare coi piedi per terra, c’è la mostra che Paolo Ulian allestisce alla Cascina Cuccagna, L’essenza e l’eccesso, nell’ambito del progetto Goodesign – Lavorare bene abitare meglio“Più che una mostra sul design, è una mostra sul buonsenso”, dice Ulian. Proprio il buonsenso, infatti, dovrebbe essere il motore che guida i progettisti nell’ideazione dei loro prodotti. Soprattutto in un periodo di crisi, guardando al futuro e al “mondo che abiteremo”, come consiglia il tema del Salone, è doveroso riflettere su quali sono gli oggetti necessari e quali invece superflui.
Ulian ha selezionato una ventina di coppie di oggetti d’uso comune, uno positivo e uno negativo, uno essenza e uno eccesso della medesima funzione, per dimostrare quanto il consumismo possa portare a un sovradosaggio di oggetti. Molti prodotti chimici, che offrono una soluzione rapida ma inquinano il pianeta, possono essere sostituiti con oggetti che svolgono la stessa funzione in modo meccanico. Componenti usa e getta possono essere rimpiazzati da prodotti quasi eterni. Ricordate l’aneddoto sul filosofo Diogene, che quando vide un bambino che si dissetava da una fontana usando solo le mani buttò la sua ciotola in legno? Come memorandum, a corredo della mostra è stato pubblicato un quaderno/catalogo edito Corraini, con le illustrazioni degli oggetti.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.