Salone Updates: l’OCA come Bricklane per le nuove proposte dell’hub Designersblock. Dove trionfa il brand TIC Sverige, con i geniali bottoni che si attaccano senza bisogno di ago e filo

Sarà l’ambiente informale in stile underground o il recupero della vecchia fabbrica dismessa; sarà forse la suggestione per quella statuetta semovente di Elisabetta II che saluta, pochi metri dopo la soglia, dallo stand che propone gli arborei complementi d’arredo di Laurent Muller. Sarà l’accumulo variopinto e compulsivo di oggetti vari e l’ambiente easy a portare […]

L'attaccabottoni di TIC Sverige

Sarà l’ambiente informale in stile underground o il recupero della vecchia fabbrica dismessa; sarà forse la suggestione per quella statuetta semovente di Elisabetta II che saluta, pochi metri dopo la soglia, dallo stand che propone gli arborei complementi d’arredo di Laurent Muller. Sarà l’accumulo variopinto e compulsivo di oggetti vari e l’ambiente easy a portare alla mente Bricklane: Londra non c’entra nulla però. Milano, piena Zona Tortona: le Officine Creative Ansaldo accolgono al piano zero il carrozzone di Designersblock, piattaforma che da tempo trascina in giro per l’Europa – tra fiere ed eventi di settore – il suo variegato cartellone di creativi; e che nella galassia di Fuorisalone aveva già saggiato, nel recente passato, gli spazi di Zona Ventura e quelli del Museo della Scienza e della Tecnica. Una quarantina gli espositori, per lo più giovani o giovanissimi, divisi tra la sede dell’OCA e i Magazzini di via Valenza; pressoché esclusiva la partecipazione di creativi stranieri: ci sono gli orologi a pendolo punk degli olandesi Cloggy & Clocks, con pattern strappati direttamente dalla street-art; e c’è la prima collezione di mobili a firma Nikki Kreis, con l’architetto d’interni svizzero che tenta l’avventura anche nella galassia del design puro. Divertente la serie di tazze The New English, come pure le repliche di oggetti reali in materiali poveri realizzate da Camilla Barnard: dalla lavatrice alla semplice penna tutto può essere replicato in carta o legno, perdendo la propria funzione e diventando pura decorazione, o anche autentico feticcio.
Non è tutto oro quello che luccica, anzi: le proposte davvero intriganti sono merce rara. Su tutte trionfa il gruppo TIC Sverige, che dalla Scandinavia arriva fresco fresco per compiere un passo decisivo verso l’agognata emancipazione virile nel campo delle faccende domestiche: niente filo e niente, ma non c’è trucco e non c’è inganno. Strappa applausi il minuscolo prodigio della tecnica con cui possono attaccare bottoni senza armeggiare con ammennicoli da sartoria: una comoda clip in plastica punzona il bottone direttamente al polsino. Un piccolo passo per l’umanità, ma un balzo decisivo per l’Uomo – inteso come maschio s’intende: ed ora non ci resta che esorcizzare l’asse da stiro.

Francesco Sala


CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.