Salone Updates: invasione di rane multicolor sulle acque del Naviglio Grande. Liberazione programmata per gli esemplari in plastica del Cracking Art Group: la performance punta a raccogliere fondi per la riqualificazione dell’area

Un’onda anomala, coloratissima; un tappeto in plastica galleggia ordinato sulle acque del Naviglio Grande, procede lento e inesorabile verso valle. Lontano dalla città. Dopo aver piazzato lumache blu tra le guglie del Duomo il Cracking Art Group torna alla carica: questa volta tocca alla Darsena accogliere un intervento che, nel rispetto della filosofia del collettivo, […]

Rane

Un’onda anomala, coloratissima; un tappeto in plastica galleggia ordinato sulle acque del Naviglio Grande, procede lento e inesorabile verso valle. Lontano dalla città. Dopo aver piazzato lumache blu tra le guglie del Duomo il Cracking Art Group torna alla carica: questa volta tocca alla Darsena accogliere un intervento che, nel rispetto della filosofia del collettivo, vuole smuovere il senso civico lungo un doppio binario. Quello globale, contro un inquinamento esorcizzato dalla creazione degli oggetti in plastica rigorosamente riciclata; quello locale, in favore di una raccolta fondi che intende stanziare denaro per il recupero della Conca dell’Incoronata in San Marco e un più ampio progetto di valorizzazione dell’intero sistema dei Navigli. Non si potrà realizzare l’utopia di scoprire quelli a suo tempo interrati, facendo di Milano una meravigliosa Amsterdam lombarda; si punti almeno a mantenere la posizione salvando ciò che è rimasto dall’incuria e dalla sciatteria.
Al civico 6 dell’Alzaia Naviglio Grande, nello spazio FAN, lo spaccio delle rane – ma si trovano anche nella Galleria Glauco Cavaciuti Arte: venti euro al pezzo, con proventi devoluti ai progetti di riqualificazione dell’area; in occasione del lancio dell’iniziativa la liberazione di un numero di esemplari pari a quelli venduti. La legge è quella del 2×1: se compri una rana te ne arriva un’altra da restituire alle acque del canale; là dove un tempo c’erano quelle vere. Il pubblico si assiepa sulle rive, le acque nerastre e abbruttite da reflui e immondizie varie si fanno arcobaleno iridescente. Prima una macchia puntiforme, disaggregata; con il passare dei minuti, guidate come fossero un gregge da pastori in kayak, le rane si assemblano in un corpo solo, che prende a seguire il flusso placido della corrente verso sud.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.